Google, Twitch, Airbnb, Pinterest e UPS multate dalla Russia: svelato il motivo

Nelle scorse ore, la Russia ha deciso di attaccare e multare formalmente Google, Twitch, Airbnb, Pinterest e UPS. Ecco svelato il motivo della decisione

Secondo quanto riferisce Reuters, la Russia avrebbe deciso di multare alcuni tra i servizi più famosi al mondo presenti su internet. Un ennesimo attacco sferrato al mondo occidentale, con l’accusa di aver rifiutato la conservazione dei dati personali dei cittadini all’interno del territorio russo.

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La Russia ha deciso di multare ufficialmente alcune grandi aziende occidentali per un utilizzo errato dei dati degli utenti (screenshot YouTube)

Ad essere colpite sono state nello specifico Google, la piattaforma di streaming Twitch, il social network Pinterest, la piattaforma Airbnb e la società per trasporti e spedizioni internazionali UPS. Ad aver emesso la sanzione ci ha pensato il tribunale di Tagansky, come sottolineato da Reuters.

La Russia multa aziende occidentali per 2 milioni di rubli a testa

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Stando a quanto svelato da Reuters, le sanzioni sarebbero più che altro simboliche e volte a far intendere le intenzioni del paese russo anche in ambito tech (Adobe Stock)

Sanzioni pari a 2 milioni di rubli per ciascuna delle aziende sopracitate, tranne UPS che dovrà pagare solo un milione di rubli. Come fatto notare da Reuters, si tratta di multe più simboliche che altro. Considerando che, al cambio, si parla di un equivalente pari a circa 34.000 euro. L’obiettivo è stato più che altro quello di sottolineare come il comportamento dei marchi in questione non stia bene alla Russia e va a violare alcune regole legate al trattamento dei dati. UPS ha commentato: “Stiamo riesaminando la decisione del tribunale. Poiché questa revisione è attualmente in corso, in questo momento non possiamo fornire ulteriori informazioni”. Twitch, Airbnb e Pinterest hanno invece preferito mantenere il massimo riserbo.

Nelle scorse settimane, la stessa sorte è toccata anche a Google. Con una multa pari a 15 milioni di rubli, circa 268.000 euro al cambio. E dopo aver inflitto un’altra sanzione da 3 milioni di rubli nel 2021. Se già il rapporto si stava facendo sempre più conflittuale, la guerra in Ucraina scoppiata lo scorso 24 febbraio ha reso il tutto ancor più problematico, con un contrasto Russia-Occidente ormai dichiarato anche nel settore tech.