Falsi miliardari e valori gonfiati: Coinbase in tilt, un errore madornale

Chissà quanto si ripercuoterà sulla credibilità di una società californiana (San Francisco) di scambio di beni digitali, che è dovuta uscire allo scoperto e ammettere quel madornale errore che ha trasformato, seppure per un breve periodo, alcuni investitori di criptovalute in falsi miliardari.

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Coinbase, big del settore delle criptovalute – Adobe Stock

Coinbase è una big del settore: scambia Bitcoin (BTC), Ripple (XRP), Ethereum (ETH), Bitcoin Cash (BCH), Ethereum Classic (ETC), Litecoin (LTC) e altri beni digitali con valute di corso legale in bene 32 nazioni, con transazioni Bitcoin e di deposito addirittura in 190 nazioni. Da aprile è perfino quotata in birsa: grande società pubblica, grande errore.

Lo scorso martedì pomeriggio un suo “problema di visualizzazione” ha cambiato i saldi di un numero imprecisato di conti dei clienti, rendendo molti di loro miliardari. Miliardari sulla carta, perché come ha frettolosamente sottolineato Coinbase in una dichiarazione su Twitter, nessun vero trading è stato influenzato dal glitch.

Solo un problema di visualizzazione: un tweet arrivato troppo tardi

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e-wallet pieni per un mero errore – Adobe Stock

Siamo consapevoli che alcuni clienti stanno vedendo valori gonfiati per le risorse crittografiche non negoziabili su Coinbase.com e Coinbase Wallet“. La nota ufficiale della società californiana, che profuma di mea culpa, continua così. “Questo è solo un problema di visualizzazione e non ha alcun impatto sul trading”. Il problema, dunque, ha impattato esclusivamente l’interfaccia utente, senza compromettere il regolare svolgimento delle operazioni di trading.

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Al di là del clamoroso errore, anche quel messaggio postato su Twitter è arrivato troppo tardi per coloro che hanno visto i loro conti gonfiati e, anche solo per un minuto al cardiopalma, hanno pensato di essere ricchi. Magari speso anche soldi.

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Alcuni clienti, vista la vastità delle somme in gioco, hanno capito subito che c’è qualcosa che non andava: impossibile che una criptovaluta possa aumentare di decine di migliaia di punti percentuali.

Altri, però, ci sono caduti in pieno. Dopotutto, solo lo scorso ottobre, la moneta Shiba Inu (SHIB) è aumentata del 60.000.000 percento, comprensibile aver creduto nell’errore di visualizzazione di Coinbase. Nessun miracolo di Natale, dunque, anche se qualche buona notizia, nulla di paragonabile ai falsi miliardari, c’è.

Le principali criptovalute, infatti, in primis Bitcoin ed Ethereum stanno lentamente recuperando parte del valore perso negli ultimi 7 giorni. Almeno quello è vero, sacrosanto, cristallino. Nel frattempo il glitch è stato sistemato e ora tutti gli utenti dovrebbero visualizzare il saldo corretto dei loro asset crypto. Già, dovrebbero: un condizionale d’obbligo visto l’increscioso accaduto.

Coinbase non è un’azienda qualsiasi: nell’ottobre 2012 è stata una delle prime a lanciare i servizi per acquistare e vendere bitcoin attraverso bonifici bancari, un anno dopo il primo investimento di 5 milioni di dollari guidato da Fred Wilson di Union Square Ventures. Sempre nello stesso altro investimento di 25 milioni di dollari, dalle società di venture capital Andreessen Horowitz, Union Square Ventures (USV) e Ribbit Capital. Da una società del genere non te l’aspetti proprio.