Facebook no licet: le prime ripercussioni sulle pagine no vax

Dalle parole ai fatti. Facebook mantiene fede alla promessa di supportare il lavoro delle community pro sanità pubblica, per mantenere la sicurezza degli utenti e tenerli informati sull’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Coronavirus.

Facebook (Adobe Stock)
Facebook (Adobe Stock)

Il giro di vite del social nonché rete sociale di Mark Zuckerberg ha prodotto subito delle ripercussioni: importanti pagine no-vax nostrane risultano al momento inaccessibili, in quanto chiuse.

Facebook, ban per le violazioni del regolamento

Facebook down (Adobe Stock)
Facebook down (Adobe Stock)

Nei giorni scorsi, con una nota social, aveva preannunciato di lavorare alacremente per ridurre gli impatti a lungo termine della crisi, supportando le industrie e facilitando la popolazione nella domanda e offerta di aiuto nelle Community. Una presa di coscienza tradotta da provvedimenti nei confronti della disinformazione e delle fake news circolanti sui vaccini anti Covid-19.

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Ora non è più possibile postare fantomatici rimedi casalinghi per ovviare all’emergenza sanitaria, né avallare le astruse idee dei negazionisti o chi ostenta il non uso delle mascherine. Neppure ostentare una chiara presa di posizione sui vaccini.

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Un regolamento con norme più restrittive, insomma, per garantire a tutti l’accesso a informazioni accurate con la rimozione dei contenuti dannosi, per sostenere gli sforzi di soccorso sanitario ed economico, condannando la minaccia di una disinformazione di parte o non corrispondente alla realtà.

Le restrizioni del social hanno subito colpito Comilva, che promuove la libertà di scelta vaccinale e sostiene la tutela dei diritti dei danneggiati da vaccino. Sulla pagina Facebook si legge chiaramente che l’associazione onlus ha violato più volte il nuovo regolamento con post che “non rispettano gli standard in materia di disinformazione che potrebbe causare violenza fisica”.

“Finalmente Facebook ha rimosso le pagine di due associazioni antivacciniste che in un momento difficile come quello che stiamo vivendo diffondevano notizie false e pericolose riguardo alla pandemia”. Così scrisse il noto Roberto Burioni, sempre su Facebook. “Anche contro la disinformazione ci vuole un vaccino e Facebook può avere un ruolo importante in questo senso”. Detto, fatto.