Dietrofront OnlyFans: niente blocco sui contenuti pornografici. Ecco perché

Sarà perché centotrenta milioni di utenti registrati e due milioni di creatori di contenuti in tutto il mondo, gran parte con l’”industria amatoriale” sfociata nella maggior parte dei casi in pornografia, non si possono dimenticare così, a cuor leggero. Sarà perché le previsioni sul fatturato netto parlavano di un raddoppio dei guadagni in dodici mesi, dagli 1,2 miliardi stimati per il 2021 ai 2,5 miliardi di dollari per il 2022. Sarà. Ma OnlyFans fa marcia indietro.

OnlyFans (Adobe Stock)
OnlyFans (Adobe Stock)

Il noto portale web londinese creato da Tim Stokely nel 2016 e capace di conquistare milioni di utenti in un lustro grazie all’offerta di un servizio di intrattenimento tramite abbonamento, torna sui suoi passi: niente blocco sul materiale pornografico, a partire dal Primo Ottobre, come annunciato soltanto qualche giorno fa. Il nuovo annuncio, naturalmente, è subito trend topic sui social.

Retromarcia OnlyFans: solo una questione relativa alle rassicurazioni dei partner bancari?

Evento OnlyFans (Adobe Stock)
Evento OnlyFans (Adobe Stock)

In un tweet improvviso apparso sul social network dell’Uccellino Bianco più famoso al mondo, il sito di condivisione di video e immagini OnlyFans ha ufficializzato un’inversione di tendenza rispetto dell’annuncio scioccante che avrebbe vietato i contenuti sessualmente espliciti a inizio ottobre.

In una dichiarazione a The Verge, un portavoce del noto portale ha dichiarato: “Le modifiche proposte per il 1 ottobre 2021 non sono più necessarie, a causa delle assicurazioni dei partner bancari che OnlyFans può supportare tutti i generi di creatori“.

Il nuovo annuncio, comunque, è un spunto di riflessione, fa riflettere e porre una domanda semplicissimo. Come è possibile questo cambio repentino appena un giorno che il suo CEO Tim Stokely aveva spiegato, anche fra le colonne del Financial Times, che il motivo del divieto andava ascritto principalmente ai problemi con i suoi partner bancari, ma non Mastercard come alcuni avevano ipotizzato? Domandarselo dopo il dietrofront, è lecito.

Ora i creatori di OnlyFans, molti dei quali avevano già iniziato a eliminare i contenuti che violavano la politica o avevano iniziato a spostare la loro base di abbonati su nuove piattaforme, si trovano di fronte a una scelta. Possono restare con un partner che è cresciuto fino a guadagnare miliardi di dollari ospitando contenuti realizzati da prostitute, o abbandonare il partner che sembrava li avesse venduti quando le cose si sono fatte difficili? Altra domanda in attesa di risposte convincenti.

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OnlyFans, lanciato nel 2016 come sito web per creatori, consentendo ai follower di iscriversi tramite una tariffa mensile per vedere clip e foto, ha sempre puntato su una politica sui contenuti tutt’altro che restrittiva, consentendo sempre agli utenti di condividere le proprie foto semi-nude o completamente in nudo, in cambio di una quota associativa mensile.

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Il metodo che ha portato una valanga di soldi nelle casse di Tim Stokely, sta nel fatto che la società paga l’80% delle commissioni riscosse al creatore dei contenuti, mentre il restante 20% è trattenuto da OnlyFans. Dopo le commissioni commerciali e di elaborazione, la quota della società è di circa il 12%. Sarà ancora così? Chissà…