Covid, la metà dei pazienti va in depressione: preoccupano gli ultimi dati

Secondo alcuni dati riportati da un team di ricerca americano, la metà dei pazienti Covid va in depressione. Tutti i dettagli

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Covid, metà dei pazienti va in depressione (Pixabay)

Da ormai un anno, l’emergenza pandemica è entrata a far parte delle nostre vite e le ha stravolte completamente. Le restrizioni imposte dai vari governi nazionali per rallentare il contagio hanno avuto – e continuano avere – enormi conseguenze sia in ambito economico che sociale. Secondo uno studio portato avanti da un team di ricerca americano (guidato da scienziati del Massachusetts General Hospital di Boston), ci sono effetti di cui non si parla nei malati di Covid.

Nello specifico, pare che circa la metà dei pazienti sviluppa sintomi che sono ascrivibili al disturbo depressivo maggiore. Sono soprattutto coloro che sperimentano mal di testa ed altri sintomi gravi durante la positività al virus ad essere più inclini alla depressione. Più alte le percentuali per gli uomini rispetto alle donne, così come i più giovani rispetto agli anziani.

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Covid, pazienti positivi inclini alla depressione: i numeri

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I dati resi noti da un team di ricerca americano (Pixabay)

Un team di ricerca americano ha lavorato a stretto contatto con i colleghi della Scuola di Medicina di Harvard, dell’Università Rutgers di New Brunswick e dell’Università Nordoccidentale per capire gli effetti che il Covid ha sui pazienti. Se le patologie più note già sono state spiegate più volte, diverso è il discorso per depressione e altri disturbi della psiche. Il team – guidato dal professor Roy H. Perlis – ha preso come campione decine di migliaia di volontari, che si sono sottoposti ad un questionario.

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Tra i sintomi più comuni, ci sono disturbi dell’umore, insonnia, ansia e affaticamento. L’età media delle persone che hanno manifestato questo tipo di patologie è di 38,1 anni e, nella maggior parte dei casi, si è trattato di uomini. Incrociando tutte le informazioni ottenute dai vari questionari, è emerso che il 52,4% degli intervistati ha sviluppato sintomi ascrivibili al disturbo depressivo maggiore. “I nostri risultati non fanno altro che confermare l’importanza di considerare potenziali sequele neuropsichiatriche causate dal Covid” le parole di Perlis.