Colpo basso per il dark web: sequestrato il più importante mercato nero

I server dell’Hydra Market sono stati sequestrati dalle forze dell’ordine tedesche. Si tratta di un colpo grosso, considerando l’importanza del suddetto mercato nero

Da anni ormai, il tema dedicato al Dark Web continua ad interessare autorità ed esperti in cybersicurezza. Stiamo parlando di una sorta di “mondo parallelo”, una parte di internet senza regole e che permette di trovare qualsiasi cosa immaginabile. Ovviamente è tutto illegale, tanto che stanno continuando le operazioni per bloccare il tutto.

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Le autorità tedesche hanno appena completato un operazione che ha portato al sequestro del più importante mercato illegale del dark web (Adobe Stock)

A tal proposito, nei giorni scorsi le forze dell’ordine tedesche sono riuscite ad individuare e sequestrare i server di Hydra Market. Si tratta del mercato nero più importante di tutti, che contava un giro d’affari pari ad 1 miliardo e 35 milioni di dollari (nel solo 2020).

Sequestrato Hydra Market, i dettagli dell’operazione

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Accedendo ad Hydra Market, si trova ora un annuncio nel quale le autorità tedesche spiegano quello che è avvenuto e le relative motivazioni (screenshot)

Si trattava di una piattaforma russa pensata principalmente per le vendita di droga e di riciclaggio di denaro, considerata un punto di riferimento nel mondo del dark web. Stando a quanto riferiscono le autorità tedesche ZIT e BKA, il giro d’affari nel solo 2020 è stato pari ad 1 miliardo e 35 milioni di dollari. In parole povere, il marketplace più importante e pericoloso del dark web. Le varie indagini, con l’aiuto delle forze dell’ordine internazionali, sono però arrivate ad un importante traguardo: il sequestro dei server, avvenuto per mano del procuratore generale di Francoforte.

Accedendo ora alla piattaforma, spunta proprio un messaggio da parte del BKA dove viene annunciata l’operazione vincente. Sempre su questa piattaforma, i clienti avevano la possibilità di ottenere database rubati, documenti falsi e servizi di hacking “a noleggio”. Il tutto tramite pagamenti in cripto. I cybercriminali sfruttavano un Bitcoin Bank Mixer per offuscare le transazioni e rendere molto complicato il tracciamento del denaro. Entrando più nel dettaglio, ad essere sequestrati sono stati 543 bitcoin, circa 25 milioni di dollari americani al cambio. A livello di tracciamento, si parla di ben 88 transazioni.