Apple vs Facebook, ecco chi tutela meglio i dati degli utenti

Di recente si sta dibattendo sulle capacità di Facebook ed Apple riguardo al tracciamento dati. A quanto pare la Mela è avanti per sicurezza

Il tema della privacy è molto attuale, sopratutto in questo momento come non mai. Molte aziende stanno cercando di migliore la loro profilazione utenti in modo da tutelare i propri utenti. Soprattutto due colossi in particolare si stanno dando battaglia, si tratta di Apple e Facebook e la loro sicurezza per la privacy.

Attualmente la casa di Cupertino ha dichiarato che su iPhone è prevista la possibilità di disabilitare il tracciamento dati. In questo modo le applicazioni non possono dialogare tra loro per poter condividere gli interessi degli utenti e promuovere fini commerciali. Invece accusa Facebook di fare l’esatto contrario e di avere a suo interesse solo scopi commerciali.

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Apple e Facebook, la battaglia per la privacy

Apple
Apple vs Facebook migliorare la privacy (screenshot YouTube)

La risposta del social network più grande in Italia non si è fatta attendere oltre. A quanto pare Facebook ha sostenuto il fatto che l’azienda della Mela si fa forza esclusivamente sulla sua posizione dominante rispetto al mercato. Tutta questa faida è nata esclusivamente per un motivo in particolare. In realtà si tratta di una vera e propria app, Tracking Transparency prevista dopo iOS 14 ed i nuovi iPhone. Questa, dal prossimo anno, chiede agli utenti il permesso di poter tracciare i loro interessi tramite un sistema di consenso esplicito. In questo modo è l’utente stesso a scegliere se le app possano o meno tracciare gli interessi degli utenti.

Tuttavia diversi media su suolo americano, come ad esempio Bloomberg, lamentano che la funzione sia arrivata in ritardo. Proprio la responsabilità privacy dell’azienda, Jane Horvath, ha risposto a tali critiche. Afferma che, posticipare l’arrivo di questa funzione all’anno prossimo, serve a favorire il grande lavoro a cui sono soggetti gli sviluppatori per aggiornare ogni app. In un secondo momento attacca direttamente i piani alti di Facebook a causa dei loro scopi. A quanto pare il social utilizza i dati profilati al fine di utilizzarli per scopi commerciali mirati e ben precisi. La risposta pervenuta da Facebook denuncia il fatto che la Mela non fa altro che dominare la concorrenza parlando di privacy mentre, in realtà, sta preparando un portafoglio destinato al solo profitto. Come si risolve nel prossimo periodo questa controversia?

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