Anche i colossi del web cominciano a rivedere le loro strategie | Lo stop è decisivo

L’amministratore delegato di Google Sundar Pichai ci è andato col piede pesante coi suoi dipendenti. Spunta un curioso cambio di strategia dell’azienda, che intanto frena sulle assunzioni

Non il migliore dei periodi per i dipendenti Google. “Dobbiamo avere un piglio più imprenditoriale, lavorare con un maggiore senso di urgenza, più concentrazione e più fame quando abbiamo fatto nei giorni più luminosi” ha dichiarato l’amministratore delegato di Big G Sundar Pichai. Parole che sanno tanto di una richiesta di sforzi maggiori da parte di chi lavora per l’azienda di Mountain View.

I dipendenti sono spinti a fare di più (Adobe Stock)
I dipendenti sono spinti a fare di più (Adobe Stock)

Il tutto in una lettera che è stata ottenuta e pubblicata da alcuni portali americani. Ma non è finita qui, perché alla fine del documento è stato anche annunciato un rallentamento importante con le assunzioni. Con l’obiettivo di consolidare chi già fa parte dei vari team e razionalizzare i vari processi. Come spiegato da TechCrunch, si potrebbe parlare anche di licenziamenti.

Google, la lettera dell’ad Pichai non lascia ben sperare per il futuro

Ecco cosa cambierà a breve (Adobe Stock)
Ecco cosa cambierà a breve (Adobe Stock)

Lo stesso Pichai ha parlato di uno scenario che è piuttosto incerto a livello economico globale. Il rallentamento delle assunzioni è dovuto anche e soprattutto a questo, nonostante i 10.000 ingressi che ci sono stati nel secondo trimestre dell’anno corrente. Va detto che anche i profitti stanno subendo bruschi crolli, con un -8% rispetto allo stesso periodo del 2021. Migliorano invece le entrate, comunque al di sotto rispetto alle aspettative di inizio anno.

A preoccupare maggiormente è però l’invito a lavorare di più. Un concetto che si scontra con la nuova filosofia di lavoro che ormai ha preso piede in tutto il mondo, contrassegnata dallo smart working e, più in generale, dal voler garantire un maggior bilanciamento tra lavoro e vita privata. Soprattutto per il benessere psicologico dei dipendenti. Cosa succederà in futuro non è ancora dato saperlo, ma la situazione rischia di prendere una brutta piega. Se ne riparlerà sicuramente, una volta che le parole dell’ad Pichai verranno tradotte in azioni concrete.