Ecco AirPower, lo stravagante device Apple che è stato cancellato

Tre anni dopo la decisione di abbandonare il progetto, AirPower si mostra con tutta fierezza all’interno e all’esterno, confermando la complessità di un prodotto che avrebbe potuto rivoluzionare la ricarica dei dispositivi Apple.

AirPower prototipo come funziona
Due video mostrano come sarebbe potuto essere AirPower (Screenshot Twitter Giulio Zompetti)

Perché Apple ha deciso di liquidare con troppa leggerezza il progetto AirPower? Purtroppo non lo sapremo mai, o quantomeno potremmo intuire le ragioni che stanno alla base delle scelte di Cupertino. Da sempre maestra nel procedere a piccoli passi e senza strafare, ma che nel caso del caricatore wireless ha forse commesso qualche errore sotto il profilo squisitamente commerciale.

Correva infatti l’ormai lontanissimo 2017 quando Tim Cook e soci annunciavano il progetto di un caricatore wireless pronto a rivoluzionare per sempre il modo di caricamento dei dispositivi Apple. Due anni dopo, la fatidica e per certi versi inaspettata decisione: AirPower è stato abbandonato in ragione del mancato raggiungimento degli elevati standard interni durante il corso delle propedeutiche fasi di test.

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AirPower provato da un italiano

C’è chi dice che l’accessorio sarebbe costato troppo a causa della complicata ingegnerizzazione, ma c’è pure chi sostiene che dietro ad AirPower si sarebbero palesate importanti problematiche di surriscaldamento. Un’indiscrezione, quest’ultima, smentita con i fatti quattro anni più tardi: l’italiano Giulio Zampetti (noto collezionista dei prodotti a marchio Apple) ha condiviso sul proprio profilo Twitter un video di un AirPower funzionante. Dice di averlo recuperato da una società cinese operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti tecnologici.

Non si tratta, in ogni caso, di un prodotto compatibile con i modelli in vendita e Zompetti ha dovuto industriarsi per metterlo in funzione. E qui arriva la sentenza: non sembrano esserci problematiche di riscaldamento.

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Parallelamente, si fa strada sul web un video proveniente dalla Cina in cui viene mostrato un prototipo di AirPower, stavolta ammirato nel suo complicato funzionamento interno: il filmato, visualizzabile a questo indirizzo, permette di toccare con mano l’ingegnerizzazione del dispositivo, composto da 14 bobine di ricarica affastellate l’una sull’altra e caratterizzato dalla struttura metallica. Il filmato multimediale conferma la complessità nella realizzazione e la consequenziale non economicità del prodotto, a questo punto la vera motivazione che avrebbe indotto Apple a mettere di canto un progetto senz’altro ambizioso.