6 anni al ragazzo che pubblicava tweet con account Apple, Musk e Obama

6 anni al ragazzo che aveva hackerato gli account ufficiali di diversi importanti nomi e aziende, invitandoli a mandare denaro. 

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Twitter 6 anni all’hacker che violava i profili (screenshot)

Il mondo dei social network è incredibilmente difficile e molto complicato, con continue trappole e delle cose assurde sempre dietro l’angolo. Sono veramente tanti i profili Facebook, i canali Twitter, le pagine Instagram che sono false, che vengono create come copia di quelle ufficiali, che spingono sulla nomea di altre realtà. E questo rende navigare su queste piattaforme incredibilmente più complesso ed estremamente difficile, dato che è sempre necessario fare una cernita e stare attenti a chi abbia scritto cosa. In tanti nel corso degli anni sono caduti nella trappola, anzi nelle trappole, di un giovanissimo hacker che è entrato in alcuni dei più importanti profili social di personalità pubbliche e aziende, spingendo le persone a fare qualcosa. E ora ha avuto un colpo molto duro.

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6 anni al ragazzo che pubblicava tweet hackerando Apple, Musk e Obama

Tweet Apple
Tweet Apple durante l’hacking (screenshot)

L’hacker in questione è Graham Ivan Clark, che per ha hackerato account Twitter ufficiali di politici, imprenditori e addirittura società enormi per pubblicare dei tweet falsi. Ad esempio ha pubblicato un tweet con l’account ufficiale di Apple, invitando le persone a spedire somme di denaro che poi l’azienda avrebbe convertito in Bitcoin, collezionando oltre 112mila dollari. Tra gli account più prestigiosi hackerati ci sono quelli di Barak Obama, di Elon Musk, di Bill Gates, di Jeff Bezos. 

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Ebbene dopo una lunga indagine, oggi arriva la sua condanna. Gli attacchi sono iniziati quando aveva appena 17 anni e sono andati avanti per un po’, gli è stato dato uno sconto alla pena. In particolare sono “solo” 6 gli anni che dovrà scontare: 3 in carcere e 3 in libertà condizionata. Inoltre gli è stato impedito di usare liberamente il PC, a cui potrà accedere da ora in poi soltanto se sorvegliato da agenti della polizia informatica. Insomma, i suoi giorni da hacker sono finiti.