WhatsApp fa retromarcia: in un paese niente limiti all’app per i dissidenti

Esplode in rete un nuovo ed importante capitolo dell’interminabile saga dei termini di servizio di WhatsApp.

WhatsApp limitazioni account
WhatsApp fa una parziale retromarcia sulla spinosa vicenda dei termini di servizio (AdobeStock)

Torniamo ad occuparci dei mutamenti alla policy di WhatsApp, argomento ancora “caldo” in rete malgrado sia ormai trascorsa la fatidica data del 15 maggio, giorno in cui scadevano i termini per accettare le modifiche disposte dall’app di messaggistica più utilizzata al mondo. Come riportato infatti dal “solito” WABetaInfo, pare che la società controllata da Facebook abbia ritrattato in India la volontà di limitare le principali funzioni dell’applicazione a danno degli utenti che hanno rifiutato i nuovi termini di servizio.

Per poter comprendere appieno la portata di una tale decisione, vale la pena compiere un passo indietro al fine di una migliore chiarezza espositiva. Come ormai noto, WhatsApp ha aggiornato la propria normativa sulla privacy con lo scopo di condividere alcune informazioni – per finalità di marketing – con Facebook. La modifica, si badi, interesserà unicamente la versione Business dell’app di messaggistica (e dunque i messaggi inviati dagli utenti alle aziende), mentre con riguardo ai semplici privati non cambierà nulla, stante la protezione delle conversazioni personali garantita dalla crittografia end-to-end.

A far discutere è più che altro l’aut aut imposto da WhatsApp: la mancata accettazione dei nuovi termini di servizio comporterà un graduale depotenziamento delle principali funzioni dell’app sino ad arrivare alla totale impossibilità di poter ricevere ed inviare i messaggi. In buona sostanza, si dovrà scegliere se accettare i nuovi termini, oppure smettere di utilizzare WhatsApp.

La normativa sulla privacy ha provocato una forte presa di posizione delle varie autorità garanti dislocate in tutto il mondo, con minacce di battaglie legali pronte ad implodere a stretto giro. E su questa base si registra dunque la parziale retromarcia dell’app controllata da Zuckerberg, la quale ha per l’appunto annunciato l’intenzione di rinunciare alle limitazioni verso quegli account che non hanno accettato la nuova policy.

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La retromarcia di WhatsApp in India

WhatsApp termini di servizio
Nessuna limitazione sarà applicata agli utenti indiani (AdobeStock)

La notizia sta interessando, nello specifico, il solo territorio indiano e riprende per filo e per segno un’analoga mossa adottata nei giorni scorsi dal sodalizio di Mark Zuckerberg in Argentina, Germania e Turchia, in risposta al malcontento evidenziato dalle rispettive autorità locali di regolamentazione della concorrenza. E non ci sorprenderemmo se WhatsApp decidesse – stante soprattutto le battaglie mediatiche portate avanti nella gran parte dei paesi coinvolti dalle nuove modifiche – di estendere la propria decisione anche appannaggio dei territori finora esclusi, cestinando conseguentemente ulteriori polemiche improntate sotto il fronte della disparità di trattamento.

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A questo punto, una domanda è quantomeno d’obbligo: perché mai gli utenti dovrebbero accettare i nuovi termini di servizio se non saranno applicate limitazioni alcune agli account per così dire dissidenti? Siamo certi che la vicenda troverà nuovi sbocchi che permetteranno di formulare meglio la risposta al quesito.