Se non vuoi essere bannato su WhatsApp devi evitare questa cosa, stai attento o non lo usi più

Chiunque sia convinto che su WhatsApp sia possibile fare tutto ciò che si desidera, senza correre nessun rischio, si sbaglia. Ecco i comportamenti da evitare assolutamente.

Ogni applicazione che utilizziamo ha i suoi termini e le sue condizioni, da accettare prima di procedere con l’iscrizione. Nella maggior parte dei casi, queste informazioni non vengono nemmeno lette. Per questo motivo in molti sono convinti di poter usare piattaforme come WhatsApp in piena libertà: la verità è che non è possibile fare proprio tutto ciò che si desidera senza incorrere in conseguenze. Il rischio principale, quando una persona adotta comportamenti inadeguati, è di essere bannati e non avere più modo di usufruire dell’app.

I comportamenti da evitare su WhatsApp
Come evitare il ban su WhatsApp – cellulari.it

Il servizio si affida a frequenti aggiornamenti relativi alla sicurezza e alla privacy, che hanno l’obiettivo di proteggere gli utenti dalle truffe degli hacker. Tali strumenti funzionano in modo automatico: nei casi in cui vengono intercettati messaggi che violano determinate condizioni, gli utenti responsabili vengono bannati di conseguenza. Ciò potrebbe accadere a chiunque non rispetti le linee guida della piattaforma. Per questo motivo è importante sapere quali sono i comportamenti da evitare, così da poter continuare ad usufruire dell’app senza nessuna restrizione.

I comportamenti da evitare per non essere bannati

La pirateria è una delle attività maggiormente condannate dal servizio. Da diverso tempo WhatsApp ha aggiornato le politiche riguardanti lo scambio di contenuti pirata. Gli utenti possono inviare file audio, video e altri documenti (con dimensioni fino ai 2 GB). Per quanto riguarda l’invio di link, le cose sono diverse: qualsiasi collegamento ritenuto sospetto (per esempio, un link che porta ad un sito streaming pirata) viene oscurato. I responsabili corrono il rischio di essere bannati permanentemente. Inoltre, su WhatsApp è vietata la condivisione di film.

Un’altra attività non gradita è lo spam, ovvero l’invio dello stesso messaggio a diversi contatti, nell’intento di fare pubblicità a se stessi o ad un qualsiasi prodotto. Lo spam non ha mai goduto di buona reputazione: per la maggior parte degli utenti è fastidioso e ridondante. Per questa ragione gli sviluppatori hanno deciso di limitare tale pratica: gli utenti possono condividere lo stesso messaggio con un massimo di 5 contatti in contemporanea. L’applicazione, inoltre, fornisce alcuni utili consigli agli users.

Chi desidera inviare un link a più contatti, può sempre condividerlo direttamente sul suo Stato, così che chiunque abbia la possibilità di dare un’occhiata. In alternativa, è possibile creare un apposito gruppo in cui condividere i contenuti che si vogliono diffondere. Ovviamente non ci sarà bisogno di creare un gruppo nuovo ogni volta che si intende spammare qualcosa. Molto meglio utilizzare sempre la stessa chat di gruppo, dando vita ad una community di persone interessate a seguire i vostri aggiornamenti.

Le conseguenze delle segnalazioni

Gli spam non sono l’unica attività che potrebbe infastidire i vostri contatti. Anche l’invio di contenuti ritenuti offensivi rischia di attirare le antipatie degli altri utenti, i quali potrebbero segnalare il vostro account. Per fare un esempio, l’invio di sticker e immagini che si legano a messaggi razzisti o sessuali è altamente sconsigliato. Allo stesso modo, contattare una persona che non si conosce potrebbe spingere quest’ultima a bloccare il vostro profilo e inviare una segnalazione.

I comportamenti da evitare su WhatsApp
cellulari.it

Quando la piattaforma riceve le segnalazioni degli users, ha modo di controllare gli ultimi 5 messaggi inviati e accedere alle informazioni di contatto dell’account segnalato. A questo punto si procederà con una verifica: il profilo viene bloccato se WhatsApp constata la violazione dei termini e delle condizioni. Gli utenti che ritengono che il ban sia inopportuno, hanno la possibilità di fare ricorso inviando un’apposita mail o tramite la piattaforma. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, i ricorsi non vanno a buon fine e la piattaforma non cambia idea.

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