Scoperta grave vulnerabilità su alcuni smartphone Motorola economici

I ricercatori di Checkpoint Research hanno individuato una vulnerabilità su alcuni smartphone Motorola con SoC Unisoc

Con la crisi dei chipset che si è fatta largo nell’industria mobile (e non solo) da ormai due anni a questa parte, la geografia delle società leader dei semiconduttori ha visto salire di popolarità alcune aziende sempre più centrali nel settore. Il riferimento non va soltanto a MediaTek – per la quale si registra una crescita considerevole per qualità e quantità di proposte – ma anche brand meno rinomati come Unisoc, produttore di chip di origine cinese.

Vulnerabilità smartphone Motorola
Scoperta vulnerabilità in alcuni smartphone Motorola con chip Unisoc (AdobeStock)

Proprio quest’ultima azienda è salita nelle scorse ore alla ribalta per la presenza di vulnerabilità su un chipset inserito in tre smartphone Motorola. Come riportato dalla redazione americana di AndroidPolice, la società di ricerca Checkpoint Research ha scoperto una vulnerabilità presente nel chip Unisoc Tiger T700 installato sui Motorola Moto G20, Moto E30 e Moto E40, tutti disponibili anche in Europa.

Questo problema si palesa non appena il modem tenta di connettersi a una rete LTE e provocherebbe il rischio di attacchi Denial of Service. I ricercatori di Checkpoint hanno subito notificato a Unisoc questa problematica e la società, che aveva valutato la vulnerabilità in questione come impattante la sicurezza degli utenti in modo critico (lo dimostra il punteggio di 9,4 su 10 attribuito dalla stessa Unisoc) è corsa ai ripari correggendo la stortura.

Vulnerabilità smartphone Motorola: Unisoc è già corsa ai ripari

Vulnerabilità smartphone Motorola
Il chip Unisoc era andato già incontro a una vulnerabilità nei mesi precedenti (Unsplash)

La palla passa a questo punto a Google, che potrebbe estendere il fix agli utenti Motorola con le ultime di patch di sicurezza Android di giugno, fermo restando che sarà in carico alla società controllata da Lenovo estendere la diffusione degli aggiornamenti ai dispositivi affetti da tale vulnerabilità.

Non è la prima volta che i chipset Unisoc vengono alla ribalta per questioni di sicurezza. Lo scorso marzo, la società Checkpoint Research aveva scoperto una grave vulnerabilità legata al chipset Unisoc SC9863A (28NM) presente su diversi smartphone Android economici. Laddove sfruttata, tale vulnerabilità avrebbe consentito ai malintenzionati di accedere a tutta una serie di dati sensibili dell’utente, come i dati archiviati sul device, i messaggi di testo scambiati con altri utenti, la lista dei contatti e il registro delle chiamate, i registri di sistema, o addirittura perdere il controllo del proprio smartphone.