Rinnovabili: Record di produzione nel 2015

REN21 durante il summit mondiale evidenzia un 2015 da record per il settore delle rinnovabili. Ecco tutti i dettagli.

L’Italia si piazza decentemente solo nella classifica sul solare fotovoltaico.

Siamo il quinto paese per potenza installata con i nostri 18.9 Gw ma l’evoluzione 2014-2015 manifesta un incremento di appena 0.3 Gw, segno che gli investimenti nel settore sono fortemente rallentati.

Negli ultimi 2 anni, infatti, siamo stati superati dagli Stati Uniti, passati da 18.3 a 25.6 Gw di potenza mentre per ora distanziamo abbastanza bene i nostri inseguitori.

Davanti a noi, l’inarrivabile Cina con 45.5 Gw installati seguita da Germania (39.7) e Giappone (34.4 Gw).

Australia stranamente indietro al decimo posto con appena 5.1 Gw nonostante l’elevata disponibilità di spazio e sole; tuttavia l’Australia dispone di ampie riserve di carbone a basso costo.

In campo eolico e geotermico ci posizioniamo ai limiti della top ten con il nono posto in campo eolico (9 Gw installati), con outlook negativo in quanto il prossimo anno saremo certamente scavalcati dal Brasile e altri paesi emergenti.

Sesto posto nella classifica ridotta riservata alla potenza Geotermica.

A livello mondiale, i consumi complessivamente sono stati in linea con gli anni passati, grazie alla riduzione dei consumi registrata nel Nord America ed Europa (-1.2 e -2.5%) ma equilibrata da maggiori consumi registrati in Sud America, Asia (+3.3%) e Medio Oriente.

In Europa e Stati Uniti, incidono nei consumi domestici la maggior efficienza energetica e la produzione in loco (solare, fotovoltaico ed eolico) .


Ottime notizie anche sul fronte lavoro. A livello mondiale, il settore impiega ben 8.1 milioni di persone, delle quali 3.5 milioni impiegate in Cina. Si tratta di un settore che apporta un elevato numero di posti di lavoro per ogni miliardo di dollari di investimento.

Il settore fotovoltaico è quello che genera più posti di lavoro mentre quello idroelettrico ha il minor impatto da questo punto di vista in quanto il grosso degli investimenti riguarda proprio la realizzazione e non genera una filiera di particolare rilievo.


A livello globale in termini di utilizzo complessivo energetico, le fonti rinnovabili incidono per il 19.2%, precedute da quelle fossili ancora molto alte, 78.3% mentre il nucleare è sceso al 2.5%.

In termini di produzione elettrica, le quota cambiano leggermente. Le rinnovabili generano il 23.7% dell’energia elettrica contro il 76.3% delle non rinnovabili.

Spicca alla grande l’apporto del segmento idroelettrico che garantisce ben il 16.6% del consumo elettrico mondiale anche per via del fatto che è una fonte costante nel tempo e gli impianti sono tutti connessi in rete.

La produzione elettrica solare, fotovoltaica ed eolica, infatti, in parte non arriva nella rete elettrica in quanto consumata in loco. Caso tipico, quello degli impianti fotovoltaici da 1-5 kw di potenza, che solitamente forniscono l’energia utilizzata direttamente nel posto.


Cina e Stati Uniti guidano quasi tutte le classifiche sugli investimenti energetici.

La Cina chiude un 2015 primeggiando in termini di volume investimenti su idroelettrico, solare fotovoltaico, solare termico, eolico mentre gli Stati Uniti mantengono il primato su geotermico e biomasse.

Cina e Stati Uniti si contendono le prime posizioni praticamente in tutte le categorie mentre segnialiamo la Spagna sul fronte del solare a concentrazione.

Classifica capovolta nella potenza pro capite.

I paesi al top per produzione eolica pro capite sono Danimarca, Svezia e Germania mentre per il fotovoltaico troviamo Germania, Italia e Belgio. I paesi nordici mantengono tutti elevate posizioni nella classifica pro capite.
Gli investimenti sul settore delle rinnovabili sono passati da 273 a 285 miliardi di dollari tra il 2014 e il 2015. Tuttavia, come possiamo vedere, gli investimenti si sono dirottati principalmente sulle fonti rinnovabili tecnologicamente più mature come eolico e fotovoltaico.

Sempre in questo periodo, la potenza energetica, idroelettrico escluso, è passata da 665 a 785 Gigawatt che diventano 1849 con l’idroelettrico.

Analizzando le principali fonti rinnovabili, troviamo i seguenti dati (con dato 2014 tra parentesi):

Idroelettrico: 1064 GW (1036)

Biomasse: 106 GW (101)

Le biomasse hanno migliorato inoltre l’afflusso di materie prima passando da 429 TWh di energia prodotta a 464 Twh.

Geotermico: 13.2 (12.9)

Solare Fotovoltaico: 227 Gw (177)

Solare a concentrazione: 4.8 Gw (4.3)

Eolico: 433 Gw (370)

Tra i principali trend in crescita, il solare a concentrazione e l’energia cinetica dalle onde del mare.

L’analisi condotta da REN21 riconducibile al Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) evidenzia un 2015 da record per il settore delle rinnovabili.

Secondo quanto è emerso, il costo di produzione per Kw potenza delle rinnovabili ormai si avvicina e di molto a quelle basate su combustibile fossile, con un pareggio previsto nei prossimi anni e un sorpasso di convenienza entro il 2020.

Vediamo ora i dati nel dettaglio.