Ring, il piano per la Banda Ultralarga da 10 miliardi di euro

Il piano Ring (Rete Italiana di Nuova Generazione) martedì 3 marzo sarà sottoposto ad esame dal Consiglio dei Ministri. Il Governo infatti, aveva già annunciato investimenti pubblici per 10 miliardi di euro per garantire a tutti

Il piano Ring (Rete Italiana di Nuova Generazione) è un piano che martedì 3 marzo sarà sottoposto ad esame dal Consiglio dei Ministri.

Il Governo infatti,  aveva annunciato lo scorso autunno un piano in cui venivano previsti investimenti pubblici per 10 miliardi di euro che andavano ad aggiungersi ad ulteriori investimenti privati. Infatti il sottosegretario del Consiglio Delrio aveva affermato che stavano sviluppando un progetto che prevedeva un’infrastruttura che avrebbe di raggiungere, entro il 2020, i 30 mega di banda per tutti e i 100 per la metà degli italiani.

Invece Palazzo Chigi ha messo le mani avanti sul decreto su Telecom che prevede di dismettere il rame, mettendo in allarme Telecom che è preoccupato per il deprezzamento della propria rete, infatti la data del 2030 prevista per il passaggio dal rame alla fibra ottica si sarebbe rivelato ancora solo una previsione.

Il sottosegretario al ministero Economico Antonello Giacomelli ha precisato in una nota che “I provvedimenti che saranno adottati dal governo si limiteranno ad applicare il Piano banda ultralarga per stimolare gli investimenti di tutti gli operatori: non sará presentato alcun decreto su Telecom o che imponga arbitrari spegnimenti della rete in rame”.

Giacomelli continua a spiegare che “gli obiettivi del piano del governo restano quelli europei: 30 Mbps al 100% della popolazione, 100 Mbps al 50% entro il 2020. Martedi’ dunque verra’ adottato il Piano, apprezzato nella consultazione pubblica da tutti gli operatori e giudicato serio e ambizioso dagli osservatori europei; nelle prossime settimane verranno adottati tutti i provvedimenti attuativi volti a favorire gli investimenti ed aiutare la compiuta realizzazione del piano stesso per il raggiungimento degli obiettivi europei”.

Nell’intervista il direttore di Wired Massimo Russo spiega a Rainews24 che la connessione con banda ultralarga si ripercuote anche sull’economia; questo “significa Tv in alta definizione, servizi per aziende, come ad esempio la possibilità di avere il server fuori accedendo a servizi di cloud, oppure ancora, per le piccole e medie imprese, significa esportare attraverso piattaforme di e-commerce”.

La Commissione Europea ha fatto una ricerca sulla diffusione della banda larga, da cui è stato rilevato che l’Italia è ultima in fatto di connettività, seguita solo da Bulgaria e Romania, eppure Russo sostiene che “ogni 10 punti di penetrazione in più porterebbe  un punto e mezzo di crescita del pil; inoltre i Paesi con più connessione crescono di più”.