Project Starline: le videoconferenze con ologrammi 3D da Google

Google presenta Project Starline, la nuova tecnologia che permetterà di comunicare a distanza con immagini degli interlocutori 3D e a grandezza naturale.

Google Project Starline
Project Starline in uso in uno degli uffici Google (Google)

Feel like you’re there, together“: sentirsi insieme, ovunque ci si trovi. Questo è lo slogan di Project Starline, il nuovo progetto Google presentato all’evento Google I/O 2021.

Project Starline risponde ad una necessità che per decenni è sembrata solo fantascienza: si propone di colmare la distanza tra le persone, e rendere la comunicazione online più naturale e realistica. Google ha fatto uso di un complesso e sofisticato mix di tecnologie all’avanguardia: la ricerca nei campi di machine learning, computer vision, compressione dati in tempo reale ed audio spaziale ha trasformato la visione di Google in realtà, rendendo possibili le videochiamate in 3D.

Con Google Starline sarà possibile effettuare videoconferenze ed avere l’impressione che l’interlocutore sia davvero con noi: “Immaginate, invece di star guardando uno schermo, di poter vedere attraverso una finestra magica, e di vedere un’altra persona oltre il vetro“, è come lo descrive l’ingegnere di Google Steve Steiz nel video di presentazione del progetto.

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Google Starline, come funzionano le videochiamate 3D

Per usare Project Starline, basterà sedersi ad una scrivania dotata di illuminazioni e di una “finestra” davanti a sé: lo schermo mostrerà l’immagine 3d e a grandezza naturale dell’interlocutore, riproducendone esattamente i gesti, il contatto visivo, e tutte le particolarità dei movimenti proprio come se fosse davvero nella stessa stanza.

Quando l’utente parla con il proprio interlocutore, ha l’impressione di essere seduto ad un tavolo davanti alla persona vera e propria. Tuttavia si tratta solo, appunto, di un’impressione: è una rappresentazione virtuale resa possibile dai dati compressi in tempo reale, e da un particolare sistema di luci che permette la percezione del volume e della profondità dell’immagine, senza l’ausilio di dispositivi di potenziamento come visori e headset.

La difficoltà nella creazione di modelli così naturali risiede in diversi aspetti: la grande quantità di dati necessaria per il 3d imaging, la potenza di elaborazione, la qualità della camera utilizzata e soprattutto una significativa accuratezza ed attenzione al dettaglio.

Starline non è ancora disponibile su alcun dispositivo: il suo utilizzo è per ora limitato ad alcuni uffici Google, poiché necessita di materiali ed attrezzature appositi che non raggiungeranno il pubblico ancora per un po’. Tuttavia, il progetto a lungo termine di Google mira a rendere questa tecnologia accessibile a tutti.

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