Privacy, chi era costei? Basta una startup per sorvegliare un quinto della popolazione mondiale

Più passa il tempo più sale un’amara constatazione, per quanto si cerca di difenderla nell’era tecnologica degli smartphone e infiniti dispositivi, la privacy praticamente non esiste più. Basta guardarsi attorno e apprendere che una startup è riuscita a sviluppare un qualcosa che sorveglia miliardi di persone.

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Privacy – Adobe Stock

Il retroscena su Anomaly Six parte da alcuni mesi prima della decisione di Vladimir Putin di invadere l’Ucraina. Due startup americane, definite oscure, si sarebbero incontrate per discutere di una potenziale partnership di sorveglianza, che unirebbe la capacità di tracciare i movimenti di miliardi di persone tramite i loro cellulari con un flusso costante di dati acquistati direttamente da Twitter.

Secondo Brendon Clark di Anomaly Six – o “A6” – la combinazione della sua tecnologia di localizzazione del cellulare con la sorveglianza dei social media fornita da Zignal Labs consentirebbe al governo degli Stati Uniti di spiare senza nessun problema le forze russe mentre si ammassano lungo il confine ucraino, o allo stesso modo seguire i sottomarini nucleari cinesi.

Come tracciare circa tre miliardi di dispositivi in tempo reale

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Privacy – Adobe Stock

Per dimostrare che la tecnologia funzionava, Clark avrebbe puntato i poteri di A6 verso l’interno, spiando la National Security Agency e la CIA, usando i propri telefonini contro di loro.

Anomaly Six, con sede in Virginia, è stata fondata nel 2018 da due ex ufficiali dell’intelligence militare e mantiene una presenza pubblica al limite del misterioso: il portale non rivela nulla su ciò che l’azienda fa effettivamente. Ma ci sono buone probabilità che A6 sappia molto su moltissimi utenti, sconosciuti ai più.

L’azienda è una delle tante che acquista vaste quantità di dati sulla posizione, tracciando centinaia di milioni di persone in tutto il mondo e sfruttando un fatto poco compreso: innumerevoli app comuni per smartphone. Che raccolgono costantemente la posizione di un qualsivoglia utente e la trasmettono agli inserzionisti, fin troppo spesso all’insaputa dell’utente stesso, senza naturalmente nessun consenso.

Una volta che la posizione di un utente è stata trasmessa a un inserzionista, attualmente negli Stati Uniti, non esiste alcuna legge che vieti l’ulteriore vendita e rivendita di tali informazioni a società come Anomaly Six, che sono libere di venderle al loro settore privato e alla clientela governativa. La domanda sorge spontanea, dov’è la privacy?

I materiali aziendali ottenuti da The Intercept e Tech Inquiry forniscono nuovi dettagli su quanto siano potenti i poteri di sorveglianza mondiale di Anomaly Six, in grado di fornire a qualsiasi cliente pagante abilità precedentemente riservate agli uffici di spionaggio e alle forze armate.

Secondo le registrazioni audiovisive di una presentazione A6 recensita da The Intercept e Tech Inquiry, l’azienda afferma di poter tracciare circa 3 miliardi di dispositivi in tempo reale, praticamente un quinto della popolazione mondiale.

Con i loro poteri combinati, ha proposto A6, i clienti aziendali e governativi di Zignal potrebbero non solo monitorare l’attività globale sui social media, ma anche determinare chi ha inviato esattamente determinati tweet, da dove li ha inviati, con chi erano, dove erano stati in precedenza e dove sono andati dopo. Privacy chi?