Perde una chiavetta con i dati di 460.000 cittadini perché… ubriaco: l’incredibile vicenda

Una storia che ha del pazzesco quella avvenuta in Giappone. Un 40enne ubriaco ha perso una chiavetta che conteneva i dati personali di oltre 460.000 cittadini. Ecco tutti i dettagli

Alzare troppo il gomito a volte può portare a conseguenze molto pesanti. E non stiamo parlando del classico mal di testa del mattino seguente. In Giappone, un uomo di 40 anni lo scorso martedì sera si era recato in un locale per bere. Senza conoscere però i propri limiti, a quanto pare.

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In Giappone, un uomo ubriaco ha perso una chiavetta USB con i dati di oltre 40.000 cittadini (Adobe Stock)

Considerando che si è risvegliato il giorno dopo in strada. Al suo risveglio poi, si è accorto di non avere più la sua borsa che, tra le altre cose, conteneva una chiavetta con i dati personali di 465.177 cittadini di Amagasaki. Tra questi date di nascita, indirizzi, numeri dei conti bancari e altre info bancarie.

Perde una chiavetta perché ubriaco, ecco com’è andata a finire

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Una vicenda che ha dell’incredibile e che ha ovviamente costretto l’azienda a delle scuse ufficiali. Alla fine i dati erano crittografati e sono stati ritrovati dopo 3 giorni dallo smarrimento (Adobe Stock)

Il protagonista di questa vicenda lavora per BIPROGY, azienda incaricata dall’amministrazione locale di verificare quali cittadini avessero diritto ad alcune agevolazioni fiscali. Per continuare con il suo lavoro, quest’ultimo aveva deciso di spostare tutto su una chiavetta USB. Alla fine è finito tutto nel migliore dei modi, visto che i dati erano crittografati e qualche giorno dopo la penna è stata ritrovata. Chiaro però che si è trattato di una grave svista, che ha obbligato l’azienda alle scuse.

Ci scusiamo profondamente con i cittadini e la città di Amagasaki e con tutti coloro che sono preoccupati per il disagio causato dalla perdita di importanti informazioni a noi affidate” ha comunicato BIPROGY. Anche il comune ha confermato l’accaduto, spiegando come siano arrivate 30.000 chiamate dai cittadini nel giro di poche ore. Ora si stanno valutando quali dati siano stati compromessi. Un fatto sicuramente curioso che, per una volta, esula dagli attacchi hacker. Anche gli umani possono sbagliare, rischiando di causare conseguenze pesantissime.