Oggetti inutilizzati: un tesoro “nascosto” nelle case degli italiani secondo una ricerca Wallapop

Una ricerca Wallapop condotta da We Are Social mostra che nelle case degli italiani è possibile recuperare un “tesoro” nascosto di tecnologia e ricordi. Oggetti abbandonati ma che potrebbero tornare a nuova vita grazie alle piattaforme di compravendita, generando anche un ritorno economico

Provate a rovistare tra i cassetti della vostra stanza o del vostro appartamento: siamo certi che qualcosa di inaspettato salterà fuori. Quell’oggetto tecnologico che avevamo completamente dimenticato o addirittura mai utilizzato, ma al quale siamo comunque legati da ragioni affettive: un ricordo, un regalo ricevuto o semplicemente proveniente da una persona a noi cara.

Wallapop oggetti usati
La nuova campagna social di Wallapop curata da We Are Social (Unsplash)

Dietro all’accumulo di oggetti dimenticati in casa si annidano soprattutto questioni emotive ed affettive. E lo conferma una ricerca condotta da We Are Social per conto della piattaforma Wallapop, a margine della quale è emerso che il 54% degli utenti intervistati ha dichiarato di accumulare oggetti o regali – vecchi cimeli o regali mai utilizzati – per ragioni squisitamente emotive. È difficile disfarsene perché quel freddo oggetto ci lega a un momento importante della nostra vita, che sia un ricordo o una persona.

Questa componente è soprattutto presente nella Gen. Z. In base ai risultati della ricerca, il 62% delle persone di età compresa tra i 16 e i 22 anni trova difficile distaccarsi da oggetti inutilizzati proprio per la presenza del fattore affettivo. In linea generale, l’indagine evidenzia che il valore degli oggetti intrufolati in chissà quale posto dell’appartamento si aggira sui 1.247 euro. Il numero di oggetti abbandonati nelle abitazioni varia invece mediamente tra i 6 e i 15 oggetti.

La nuova campagna social di Wallapop

Wallapop oggetti usati
Tra i dispositivi usati messi in vendita dagli uomini figurano soprattutto oggetti tecnologici (Unsplash)

La ricerca evidenzia anche le differenze comportamentali tra uomini e donne. I primi, in particolare, sono più inclini a liberarsi degli oggetti che non usano più, anche se per entrambi si segnala comunque un’apertura verso le piattaforme di compravendita degli oggetti di seconda mano, ritenute una buona fonte di reddito.

Questa ricerca va a braccetto con la nuova campagna social di Wallapop, affidata all’agenzia creativa We Are Social, per valorizzare appunto la rivendita e la “nuova vita” degli oggetti dimenticati e ricavare un guadagno extra dalla vendita degli stessi. Protagonista d’eccezione sarà Guglielmo Scilla, che si intrufolerà in tre case italiane con l’obiettivo di recuperare oggetti inutilizzati e spostarli virtualmente dagli scaffali o dai cassetti all’app Wallapop.