Molti utenti stanno rimuovendo WhatsApp: l’applicazione non è più sicura

Tantissimi utenti hanno preso la decisione di disinstallare WhatsApp dai loro dispositivi: l’applicazione non è più sicura.

Potrebbe essere arrivato il momento di mettere da parte il servizio di messaggistica WhatsApp. Sono tanti infatti gli utenti che di recente hanno preferito dirigersi verso altre soluzioni di comunicazione, ritenendo che la piattaforma di casa Meta rappresenti un pericolo da non sottovalutare.

Utenti WhatsApp: applicazione non sicura
Molti utenti stanno rimuovendo WhatsApp Cellulari.it

Meta è da sempre al lavoro per fornire agli utenti un’esperienza migliore e sicuramente più protetta. Tra gli argomenti più discussi di quest’ultimo periodo c’è quello inerente alla sicurezza. Nonostante gli aggiornamenti che rendono l’app più sicura, ci sono degli aspetti che sfuggono all’attività degli sviluppatori e portano gli utenti a correre dei pericoli decisamente importanti.

WhatsApp, molti utenti hanno detto addio alla piattaforma: il motivo

Il motivo che sta portando gli utenti ad allontanarsi da WhatsApp si riferisce alla privacy e alla sicurezza, un tema molto sentito negli ultimi anni e che ha portato le varie aziende ad operare sempre più in questa direzione. La crittografia end-to-end di WhatsApp permette di avere delle conversazioni sicure e nessuno al di fuori dei partecipanti può accedere al contenuto condiviso, neanche Meta prende visione.

Tuttavia si realizza la raccolta dei metadati, ovvero di quelle informazioni relative a quando e con chi avviene la conversazione. Questi dati vengono successivamente utilizzati per indirizzare annunci pubblicitari all’interno dei servizi del circuito Meta, quali Instagram e Facebook. In breve, WhatsApp condivide con l’azienda madre dei dati sulla persona che vengono utilizzati per migliorare il targeting dei vari annunci.

WhatsApp raccolta metadati
La raccolta dei metadati di WhatsApp preoccupa gli utenti Cellulari.it

Al centro delle critiche inerenti alla sicurezza dei dati personali c’è anche WhatsApp, con Meta che non sembrerebbe rispettosa della normativa GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati). La popolarità dell’app non la rende fuori da ogni rischio e confrontandola con Telegram si può evidenziare di come sia indietro sul piano dello sviluppo di funzioni ed esperienza dell’utente.

Già nel 2021 il servizio Meta si trovò al centro di pesanti critiche per una modifica implementata, la quale aveva al suo interno la necessità di aumentare il flusso di informazioni da condividere con la società principale e già al tempo molti utenti decisero di approdare su altre piattaforme, lasciando definitivamente WhatsApp.

Proseguendo in questo discorso, gli utenti WhatsApp devono fare attenzione alla posizione perché può essere spiata. Dunque, si può assolutamente continuare ad usare la piattaforma Meta ma l’esperienza non deve mai far mettere da parte l’attenzione necessaria a salvaguardare privacy e sicurezza.

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