L’UE dice stop: ecco il Digital Services Act, un freno allo strapotere di Google, Amazon, Meta e Apple

Un nuovo manuale di regole. Da seguire in maniera minuziosa, precisa, senza più mezzucci. Un freno, di fatto all’eccessivo strapotere di Google, Amazon, Facebook e Apple e più in generale per tutti le Big Tech. Un vero e proprio giro di vite.

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Digital Services Act – Adobe Stock

Sedici ore di discussione per i negoziatori del Parlamento europeo prima di trovare la quadra, un piano regolatore, un accordo fra governi su una nuova legge europea riguardanti i servizi digitali.

Questo in estrema sintesi il Digital Services Act, uno stop alla raccolta indiscriminata dei numeri di cellulari di tutti i caricatori su piattaforme per adulti, che avrebbe messo in pericolo privacy e sicurezza. Un freno alla fuga dei dati.

Piattaforme online e motori di ricerca possono essere multati fino al 6% del loro fatturato globale

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Unione Europea – Adobe Stock

I minori saranno protetti dalla pubblicità di sorveglianza sulle piattaforme online. Le nuove regole sul targeting personalizzato si applicheranno a tutte le piattaforme online per la condivisione dei contenuti degli utenti come Facebook, Instagram o eBay, ma non a siti che ospitano contenuti autogenerati, come i siti di notizie.

In base al nuovo Digital Services Act, la Commissione Europea e gli Stati membri avranno accesso agli algoritmi di piattaforme online molto grandi. Sono state prese in considerazioni delle misure restrittive che includono requisiti per la rapida rimozione dei contenuti illegali online, compresi prodotti e servizi, e garanzie più forti per garantire che gli avvisi siano trattati in modo non arbitrario né discriminatorio, nel rispetto della libertà di espressione e della protezione dei dati.

Le sanzioni per violazione significano che piattaforme online e motori di ricerca possono essere multati fino al 6% del loro fatturato globale. Platfroms deve informare gli utenti su come viene loro consigliato il contenuto e consentire loro di scegliere almeno un’opzione non basata sulla profilazione.

La pubblicità mirata sarà vietata in caso di utilizzo di dati sensibili, come il targeting basato su orientamento sessuale, religione ed etnia. Per i minori vietata la pubblicità. Alle piattaforme sarà inoltre impedito di “spingere” le persone a utilizzare il loro servizio dando loro più risalto nei risultati di ricerca, ad esempio, mentre annullare un abbonamento ai servizi dovrebbe essere facile come registrarsi.

Le Big Tech saranno obbligate a valutare e mitigare i rischi sistemici e saranno soggette a audit indipendenti annuali. La CE avrà anche il potere di richiedere piattaforme di grandi dimensioni per limitare le minacce urgenti in tempo di sicurezza pubblica o crisi sanitarie.

Una volta finalizzata la bozza di testo, il Parlamento e il Consiglio approveranno formalmente l’atto, che entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Le regole inizieranno ad applicarsi dopo 15 mesi.