iPhone impermeabili: class action contro Apple, ma il risultato non lascia dubbi

Nuova class action mette in dubbio gli iPhone impermeabili e le informazioni propagandate da Apple per sostenere la resistenza ai liquidi dei “melafonini”

Si scioglie come neve al sole il tentativo di class action contro Apple e, in particolare, nei confronti degli iPhone impermeabili. Non è la prima volta che succede, ma in questo caso l’epilogo finale non scalfisce l’operato del colosso di Cupertino, accusato di aver fornito informazioni non propriamente esatte e trasparenti nel propagandare la resistenza ai liquidi dei suoi smartphone, sovrastimando la capacità stessa e quindi offrendo ai consumatori dati fuorvianti.

class action iPhone impermeabili
Class action mette in dubbio l’impermeabilità degli iPhone (AdobeStock)

Secondo quanto riportato in rete dal portale 9To5Mac, il giudice distrettuale di Manhattan, Denise Cote, ha archiviato il caso in ragione della mancanza di inconfutabilità della tesi sostenuta dai promotori della class action, verosimilmente possessori di iPhone insoddisfatti dall’impermeabilità dei loro “melafonini”. Come si evince dalla lettura del dispositivo, gli accusatori non sono riusciti la natura del danneggiamento dei loro iPhone, né tantomeno a dar prova dell’inefficacia protettiva contro i liquidi propagandata da Apple per i suoi smartphone.

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Archiviata la class action contro Apple per gli iPhone impermeabili

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La class action si conclude con l’archiviazione (Unsplash)

Oltre a mancare quindi prove sufficienti sul nesso di causalità tra la rottura dello smartphone e quel liquido contro cui la stessa azienda americana aveva garantito protezione, il giudice ribadisce anche l’assenza di prove legate alla valenza medesima dell’impermeabilità: manca, in altri termini, una prova che dimostri che l’impermeabilità stessa sia stata per i querelanti un fattore discriminante nella scelta dello smartphone da acquistare.

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La class action si è quindi conclusa con l’archiviazione, ma nulla impedisce ai querelanti di poter avanzare ricorso. In ogni caso e come anticipato all’inizio, non è la prima volta che viene messa in dubbio l’impermeabilità degli iPhone, o meglio le informazioni non corrette e trasparenti della stessa azienda californiana nel propagandare la resistenza ai liquidi dei propri smartphone. Anche in Italia, ad esempio, sono state promosse delle class action di questo tipo (l’ultima risale al 2020) che sono costate per Apple una multa di 10 milioni di euro.