Internet delle Cose, entro il 2020 saranno 212 miliardi gli oggetti connessi

Il mercato degli oggetti connessi in Italia vale oggi 2 miliardi di euro. IDC ha stimato che il valore del mercato dell'Internet delle cose e dei servizi annessi salirà a 8,9 miliardi di dollari nel 2020, con un tasso di crescita annuale

Nel 2015 IDC, società di analisi di mercato, ha previsto che entro il 2020 il numero di oggetti connessi in Rete arriverà a 212 miliardi di unità e 30,1 miliardi di questi oggetti saranno collegati autonomamente. Accadrà quando una serie di sensori e servizi di cloud computing avranno accesso a quantità pressoché illimitate di dati.

Secondo la ricerca presentata dal Politecnico di Milano in Aprile 2016, in Italia il mercato degli oggetti connessi  vale attualmente 2 miliardi ed è in crescita del 30% rispetto al 2015;  le applicazioni che si connettono ad internet evidenziano una crescita del 28% arrivando a 1,47 miliardi, mentre quelle che sfruttano altre tecnologie wireless sono cresciute del 33% arrivando a 530 milioni.

IDC ha stimato che il valore del mercato dell’Internet of Things ,che nel 2012 era pari a 4,8 miliardi di dollari, salirà a 8,9 miliardi di dollari nel 2020 con un tasso di crescita del 7,9 per cento annuo.

 

IDC ha previsto per il nuovo mondo intere città, auto e case intelligenti ed ha inoltre osservato che attualmente i fornitori e le imprese vedono numerosi impedimenti che ostacolano una tale realizzazione, come ad esempio la mancanza di standard, mentre i clienti finali non sono a conoscenza delle potenzialità che ha questo mercato.

Secondo Microsoft molto presto più di 3 miliardi di persone utilizzeranno applicazioni basate sui servizi cloud per attività relative all’ambito professionale e personale. L’azienda statunitense ha messo a disposizione delle aziende laboratori pratici virtuali per conoscere i vantaggi offerti dalle tecnologie Microsoft ed una sezione su TechNet al fine di scoprire in che modo le competenze degli imprenditori e la tecnologia Microsoft possono contribuire a gestire carichi di lavoro sempre crescenti, mantenere il controllo degli utenti ed offrire maggiori vantaggi alla propria attività.

Durante il CES 2015, il Presidente e CEO di Samsung Electronics, BK Yoon, ha chiesto “una maggiore collaborazione ed apertura tra tutte le aziende per accedere alle infinite possibilità dell’Internet delle Cose ed inaugurare una nuova era di sviluppo tecnologico“.

BK Yoon ha spiegato anche che “L’Internet of Things ha il potenziale per cambiare la nostra società, la nostra economia e la nostra vita di tutti i giorni. È nostro compito unire gli sforzi per trasformarne le promesse in realtà.


Il Presidente di Samsung Electronics ha affermato che “nell’Internet of Things le persone ed il loro stile di vita sono al centro di un universo tecnologico che deve costantemente adattarsi ed essere costruito attorno a loro, alle loro esigenze e bisogni“.

Samsung stima che tutti i dispositivi TV saranno dotati di accesso a internet entro il 2017, mentre entro i prossimi 5 anni tutte le aziende dispongano di un sistema hardware capace di supportare l’IoT, accelerandone ulteriormente la diffusione.



Il Presidente dell’azienda sudcoreana ha spiegato che “nell’era dell’Internet of Things i sensori diventeranno ancora più avanzati e precisi e i componenti chiave dei vari dispositivi saranno sempre più compatti e ad alta efficienza energetica“.

Nel frattempo Samsung sta lavorando su una nuova gamma di sensori tridimensionali, in grado di rilevare ogni minimo movimento.