Il fenomeno delle “sottoscrizioni dimenticate”: ogni mese persi centinaia di dollari

Stando ad una ricerca del C+R Research, ogni mese gli utenti perdono in media centinaia di dollari per sostenere sottoscrizioni dimenticate

Al giorno d’oggi, praticamente chiunque sostiene almeno una spesa mensile per usufruire di servizi a pagamento. Basti pensare alle piattaforme di streaming come Netflix o Disney+, ma anche alla musica con Spotify o al gaming con PlayStation Plus. Ci sono talmente tante proposte diverse, che spesso ci si dimentica di quali sono attive.

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Stando ad una ricerca effettuata negli Stati Uniti, tantissimi consumatori si dimenticano dei propri abbonamenti (Adobe Stock)

Secondo quanto riferisce il C+R Research con una ricerca effettuata negli Stati Uniti, i consumatori sottovalutano sempre più spesso i propri abbonamenti mensili. Del campione intervistato, il 74% ha dichiarato di aver faticato a ricordare le sottoscrizioni ricorrenti. Un fenomeno che potrebbe portare al consumo dei propri risparmi, senza nemmeno saperlo.

Essere abbonati senza saperlo, la ricerca di C+R Research

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I dati parlano addirittura di centinaia di dollari persi ogni anno. Per una situazione in costante peggioramento e che potrebbe presto colpire anche il resto del mondo (Adobe Stock)

Un fenomeno piuttosto curioso e che per il momento sta colpendo in maniera preponderante l’utenza media negli Stati Uniti. Pare che una grossa fetta di pubblico sia abbonata a talmente tanti servizi da dimenticarsene. Sono stati presi a campione 1000 utenti dal 22 aprile al 2 maggio 2022. I ricercatori hanno concesso 10 secondi ad ogni partecipante per rispondere alla domanda “Quanto spendi mensilmente per i servizi in abbonamento?”. In media, pare che la spesa sia di 133 dollari. 

Molto di più rispetto alle stime iniziali, pari a 86 dollari. Tornando al discorso legato alla dimenticanza delle proprie sottoscrizioni, lo studio rivela che gli abbonamenti ai telefoni cellulari sono le tipologie di abbonamento più facilmente trascurabili. Sempre stando ai risultati di C+R Research, il 22% degli intervistati ha detto di essersi sentito sopraffatto nell’affrontare i molteplici servizi a pagamento. Una situazione sempre più in sviluppo e che potrebbe andare a colpire anche gli utenti italiani nei prossimi anni, vista la proposta così ampia. I dati sono una conferma importante di quanto sta accadendo, e il mercato sempre più saturo potrebbe alimentare il fenomeno.