Huawei, va tutto storto: crollo nel primo trimestre. E spunta un report del 2010

Un 2021 da dimenticare per Huawei. L’avvento del 5G ha fatto crollare gli ottimi numeri del colosso cinese impegnata nello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti, di sistemi e di soluzioni di rete e telecomunicazioni. Hauwei è sparito dalla classifica del primo trimestre delle quote di mercato legate alle spedizioni degli smartphone, finendo nella voce “altri”. Non solo.

Huawei (Pixabay)
Huawei (Pixabay)

Il tabloid inglese The Guardian e il quotidiano olandese De Volkskrant hanno di recente pubblicato un report che accuserebbe Huawei di aver avuto “accesso illimitato” alle telefonate effettuate dai suoi utenti, utilizzando uno dei principali operatori dei Paesi Bassi, KPN.

Huawei, il report Capgemini e l’ipotesi di intercettazioni

Huawei Headquarter (Adobe Stock)
Huawei Headquarter (Adobe Stock)

Il report è stato compilato dalla società di consulenza CapGemini nel 2010, ma mai pubblicato. Tra le persone colpite vi sarebbe stato perfino l’ex primo ministro Jan Peter Balkenende.

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Il gigante della tecnologia cinese, naturalmente, ha completamente negato le accuse. Ma, intanto, un esperto di sicurezza informatica ha dichiarato a BBC News insinua il dubbio: “Huawei può essere irreprensibile, ma la minaccia interna è potente“, ha detto il prof. Alan Woodward, della Surrey University.

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L’affermazione secondo cui il primo ministro potrebbe essere stato ascoltato da noi è completamente falsa” taglia corto Gert-Jan van Eck, Chief Operating Officer di Huawei Olanda. “Semplicemente non è possibile”.

KPN ha affermato che il rapporto è stato compilato ai fini dell’analisi dei rischi e nessuno dei suoi fornitori ha avuto accesso illimitato alle sue reti. La società di consulenza ha concluso che Huawei avrebbe potuto monitorare le chiamate dei 6,5 milioni di utenti di KPN, all’insaputa di KPN.

Nel 2019, KPN ha scelto la società svedese Ebricsson per fornire il kit per la sua infrastruttura 5G, piuttosto che la rivale Huawei. Un po’ come Nel Regno Unito, quando BT ha fatto lo stesso nel 2020, a seguito di un divieto governativo ai fornitori di rete che utilizzavano i prodotti Huawei.

The Guardian, però, non è di questo avviso. Secondo il quotidiano inglese, KPN avrebbe commissionato il rapporto dopo che l’agenzia di intelligence olandese AIVD ha avvertito di possibile spionaggio.

Il rapporto sulla sicurezza afferma che Huawei potrebbe accedere a numeri intercettati dai servizi di sicurezza olandesi. Capgemini, infatti, sostiene che i risultati mettono “la continua esistenza di KPN Mobile in serio pericolo” aggiungendo che gli utenti “potrebbero perdere la fiducia … se si sapesse che il governo cinese può monitorare i numeri di cellulare KPN“.

Nonostante i risultati, KPN ha continuato ad assegnare contratti 3G e 4G a Huawei, senza però rendere pubblico il rapporto Capgemini. Tuttavia, l’anno scorso il vettore ha scelto Ericsson per il lancio del 5G. Il governo olandese sta monitorando la situazione, chiedendo un controllo più rigoroso dei fornitori di apparecchiature di telecomunicazione dal luglio 2019.