Google studia la realtà virtuale per regalarci un sogno

Google ha aperto una nuova divisione che si occuperà di sviluppare progetti che riguardano la realtà aumentata. La nuova divisione sarà guidata dal vice presidente per la gestione dei prodotti Google Clay Bavor.

 Il 3 agosto del 1975  la compagnia americana Atari lanciava la console di Pong, il genitore di tutti i videogame. Atari è stata fondata da Nolan Bushnell e Ted Dabney nel 1972 ed è l’azienda in cui sono cresciuti anche i fondatori di Apple. Atari diventa famosa proprio grazie al videogioco Pong, un simulatore di tennis da tavolo in bianco e nero e nel 1974 l’ingegnere Harold Lee propone una versione domestica del gioco, la Home Pong, da collegare al televisore e che ebbe un grande successo.

 

Da quel momento ad oggi è iniziata una vera e propria trasformazione dei giochi elettronici domestici ed ora sia il mercato che le grandi aziende digitali stanno puntando la loro attenzione verso altri lidi, perché da allora, oltre al televisore è stata resa disponibile al pubblico una vasta gamma di schermi adatti a questo scopo, come ad esempio i pc, le console, gli smartphone, i tablet e ora anche gli smartwatch; inoltre si è allargata l’offerta dei modelli di business che oggi offrono streaming e applicazioni, oltre al fenomeno dell’evoluzione della tecnologia, che ha già regalato all’utilizzatore la possibilità di giocare a mani libere e che ora sta per offrirgli l’esperienza aumentata ed immersiva della realtà virtuale.

 

Apple è da almeno un paio di anni che sta assumendo esperti di tecnologia virtuale, l’ultimo dei quali è il ricercatore Doug Bowman per creare nuovi prodotti, mentre la coreana Samsung ha da poco tempo concentrato i suoi sforzi sulla realtà virtuale; infatti aprirà a breve un laboratorio di sviluppo di questa tecnologia a New York. La concorrenza naturalmente non sta a guardare e si sta addentrando sempre di più in questo settore tecnologico.

 

E quindi anche Google ha aperto una nuova divisione che si occuperà di sviluppare progetti che riguardano la realtà aumentata. La nuova divisione sarà guidata dal vice presidente per la gestione dei prodotti Google Clay Bavor che in precedenza aveva l’incarico di seguire i servizi delle società Gmail e Drive.

 

Google si è introdotto in questo settore già nel 2014 lanciando Google Cardboard, un supporto di cartone che trasforma uno smartphone in un dispositivo per visualizzare i contenuti in 3D;  nel 2015 l’azienda statunitense ha investito 542 milioni di dollari in Magic Leap, una startup specializzata nello sviluppo della realtà aumentata, con lo scopo di sostituire gli schermi dei computer e degli smartphone con delle interfacce di realtà virtuale, per portare le immagini 3D nel mondo reale.

 

Questo territorio è stato visitato anche da Samsung con Gear VR, da Facebook con Oculus Rift, da HTC con il suo prodotto Vive e Playstation VR. La più ambiziosa, per il momento, rimane comunque ancora Microsoft, con il suo progetto HoloLens, un dispositivo che è stato pensato per essere “il primo dispositivo olografico libero, senza la necessità di utilizzare cavi, telefoni o di connettersi ad un pc, le cui lenti olografiche ad alta definizione e suono ambientale permettono di far vedere ed udire gli ologrammi nello spazio reale”. Le lenti olografiche di Microsoft sovrappongono gli ologrammi sul mondo reale che sta intorno a chi le indossa e sono in grado di unire il mondo reale a quello digitale. La tecnologia HoloLens è stata utilizzata dalla Casa automobilistica Volvo per il suo showroom virtuale.

 

Google sta visionando, grazie al lavoro della sua nuova divisione, questi ed altri progetti già realizzati ed in fase di realizzazione, con l’intenzione di maturare e svilupparsi nel settore della realtà virtuale, sapendo che il percorso è ancora lungo ed impervio e che la concorrenza è agguerrita. Google si sta dando da fare con studi di settore specifici con l’intenzione di scoprire una tecnologia più innovativa ed aperta a tutti, sia economicamente che per quanto concerne le funzioni.

 

La guerra virtuale tra le Big digitali mondiali è già iniziata; staremo quindi a vedere se Google riuscirà nel suo intento e se sarà capace di far vivere alla gente una tecnologia virtuale fino ad oggi solo immaginata grazie ai film di fantascienza e considerata come un sogno impossibile.