75% dei dipendenti usa Whatsapp per condividere dati sensibili: è allarme

Il 75% dei dipendenti utilizza Whatsapp come piattaforma per condividere informazioni e dati sensibili, creando guai alla sicurezza.

Whatsapp registrare chiamate
Whatsapp (Pixabay)

Con il Covid-19 che da oltre due anni continua a tenerci in ostaggio, sempre più persone hanno dovuto reinventare il proprio modo di comunicare e di interagire con gli altri. Non potendo più contare sul contatto fisico tipo del luogo di lavoro, che si tratti di una redazione o degli uffici aziendali, in tanti hanno dovuto utilizzare nuovi metodi di interazione e di scambio delle informazioni. E una delle piattaforma preferite dai lavoratori di tutto il mondo in questo momento è certamente Whatsapp. Quell’app di messagistica istantanea che ha conquistato il pianeta per la sua velocità, rapidità ed usabilità. E ora proprio nei meandri delle sue chat e dei suoi gruppi privati si annidano delle informazioni preziosissime, che se finissero nelle mani sbagliate potrebbero creare tantissimi problemi a diverse aziende e lavoratori.

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Allarme Whatsapp, dipendenti lo usano per scambiare dati sensibili

Whatsapp registrare chiamate
Whatsapp registrare chiamate (Pixabay)

In una ricerca portata avanti da Veritas Technologies, il 75% dei 13mila colletti bianchi intervistati ha ammesso di aver condiviso dati sensibili della propria azienda tramite Whatsapp, per mandare credenziali, informazioni e rapporti ad altri colleghi. Se qualcuno decidesse di attaccare pesantemente questi canali di comunicazione ci sarebbe un’emorragia di informazioni importanti e dati sensibili che certamente potrebbero significare problemi enormi per tante realtà di ogni dimensione. Purtroppo i malintenzionati sono sempre dietro l’angolo e per questo motivo è molto importante prevenire e fare attenzione a come ci si muove.

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Meglio utilizzare canali più sicuri, magari creati ad hoc dall’azienda in questione, o muoversi tramiti circuiti di pec. Parliamo di oltre 10mila persona sulle 13mila intervistate, un dato preoccupante, che non può non spingerci a farci riflettere su quello che sta accadendo e sul modo migliore di agire per proteggere queste informazioni riservate ed incredibilmente sensibili. Per il bene delle aziende, dei lavoratori e dei clienti, che si aspettano un certo livello di riservatezza.