Apple: quando l’uso (anomalo) del Watch ti porta dritto, dritto, in prigione

Mille modi per usare gli Apple Watch, orologi di nuova generazione su cui il colosso di Cupertino ha deciso di investirci (con ottimi risultati) sin dal keynote del 2014, al Flint Center di San Francisco, insieme all’iPhone 6 e all’iPhone 6 Plus. Siamo arrivati alla settima generazione di smartwatch, praticamente ci si può far tutto. Anche finire in prigione.

Negli Stati Uniti ha fatto clamore l’episodio che ha visto coinvolto un uomo a Nashville, nel Tennessee, arrestato per aver rintracciato la posizione della sua ragazza, tramite il collegamento di un Apple Watch al veicolo, sulle ruote, con tanto di utilizzo di un’applicazione di localizzazione.

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Apple Watch – Adobe Stock

Lawrence Welch, 29 anni, è stato arrestato lo scorso venerdì con l’accusa di aver collegato un dispositivo di localizzazione elettronico a un veicolo. Il gallese ha scelto di utilizzare un Apple Watch per il monitoraggio, anziché utilizzare un AirTag. Si è arrivati all’arresto in maniera incredibile.

L’Apple Watch utilizzato (malamente) come un AirTag

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AirTag – Adobe Stock

L’ormai ex coppia si era rivolta, ognuno per conto suo, ad un Family Safety Center per chiedere protezione. Anche il ragazzo si è recato al centro, ma invece di entrare subito nell’edificio si è fermato davanti a un’auto parcheggiata in strada, accasciandosi all’altezza della ruota anteriore lato passeggero. I movimenti anomali di Lawrence Welch hanno insospettito la sicurezza. Che, avvicinandosi, ha ritenuto opportuno chiamare la polizia.

La vittima aveva già rivelato che in passato aveva ricevuto più volte minacce di omicidio, come riferisce WSMV4, da qui l’idea di frequentare il centro. Quando stavano insieme, l’ex coppia aveva deciso di utilizzare Life360 per monitorare la posizione dell’altro, ma la donna aveva capito subito che non era stata affatto una buona idea, da qui la disattivazione. Apriti cielo.

Lawrence Welch non ha mandato giù questa situazioni, infuriandosi e cominciando a bombardare di messaggi la fidanzata, con il diktat – sempre secondo la vittima – di rivelare la sua posizione, oltre alla richiesta di richiamarlo immediatamente.

La polizia dice che Welch alla fine è arrivato al Family Service Center, ma si è recato all’auto della vittima, attaccando l’Apple Watch ad una ruota. Sembra che, per aggirare la disattivazione dell’app Life360 della vittima sul proprio dispositivo, Welch abbia invece mantenuto attiva la sua versione sull’Apple Watch e si sia affidato a quella per rintracciarla.

L’incidente è stato solo l’ultimo di una lunga serie, iniziata nel luglio del 2021, con Welch che ha dovuto affrontare un paio di accuse di aggressione domestica. A dicembre l’arresto, perché negli Stati Uniti lo stalking è considerato un reato molto grave.

L’uso dell’Apple Watch, comunque è insolito, poiché la maggior parte delle storie relative allo stalking ruotavano attorno agli AirTag. Nonostante abbia caratteristiche anti-stalking che hanno salvato alcune potenziali vittime avvisando della sua presenza, è stato anche oggetto di più storie che descrivono in dettaglio i tentativi di perseguitare obiettivi, oltre a molteplici lamentele da parte della critica.