Apple: potrebbe fermarsi la produzione, il rischio è evidente

Un bel problema. Proprio a pochi giorni dal lancio degli iPhone 14. Una grana che Apple non aveva certo in preventivo, anche se il colosso di Cupertino aveva già in programma (futuro) di allontanarsi dalla Cina, per produrre la maggior parte dei suoi device a Taiwan. Ma non ora.

Apple di solito gestisce i propri data center per i dati iCloud, sebbene memorizzi alcuni dati crittografati su servizi di terze parti come Amazon Web Services. Ciò non comporta ulteriori rischi per la sicurezza o la privacy, poiché solo Apple detiene la chiave di crittografia.

Apple - Cellulari.it 20220917
Apple – Cellulari.it

Tuttavia, nel 2017 il governo cinese ha approvato una legge che richiedeva a gigante californiano di utilizzare una società statale per l’archiviazione iCloud nel paese. Così Apple ha iniziato a collaborare con il Guizhou-Cloud Big Data Industry Co Ltd (GCGD) per questo particolare progetto di data center. Ma, al tempo stesso, ha dovuto consegnare le chiavi di crittografia al GCGD, il che significa che l’azienda – e quindi il governo – avrebbe avuto libero accesso ai dati personali dei cittadini cinesi.

Lockdown a tempo indeterminato

Apple ha emesso una “non negazione” affermando di non aver creato alcuna backdoor per il server, ma che non sarebbe stato necessario poiché il governo ha le chiavi della porta principale. In teoria, il governo cinese deve ancora produrre un’ingiunzione del tribunale affinché GCBD consegni i dati personali, ma in Cina questa è una mera formalità.

iPhone 14 - Cellulari.it 20220917
iPhone 14 – Cellulari.it

Queste grane di stampo politico, però sono state superate da quelle di quest’era di pandemia. Chengdu, infatti, una delle più grandi città cinesi, con oltre 21 milioni di abitanti e fornitore cruciale di prodotti Apple, è dovuta entrare in lockdown indefinito nella speranza di arginare la nuova ondata di Covid che sta imperversando in terra asiatica.

Chengdu ospita un’importante fabbrica per i fornitori Apple Foxconn, che produce iPad e MacBook, e Jabil, che produce componenti per MacBook. Entrambi stavano già affrontando la crisi energetica innescata dall’ondata di caldo senza precedenti in Cina.

Il lockdown vieta ai 6 milioni di cittadini di recarsi e tornare dal lavoro. L’unico modo per aggirare questo problema è utilizzare la cosiddetta operazione a circuito chiuso, in cui i dipendenti rimangono in loco 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Un rapporto di Bloomberg afferma che questo sta accadendo al data center. Ma il rischio che Apple sia costretta a stoppare la produzione, è molto alto.

Il nuovo ciclo di misure potrebbe portare nuove interruzioni alla pianificazione della produzione”. Nikkei Asia insinua il dubbio: “Speriamo che il blocco possa essere presto alleggerito“, Lo spera soprattutto Apple.

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