Apple, il 2022 non parte bene: nuovi prezzi (al rialzo) su App Store

Il nuovo anno appena cominciato parte con una novità che non farà certo piacere ai fan della Mela più famosa al mondo, che vedranno alcuni cambiamenti nei prezzi dell’App Store, chiaramente prezzi al rialzo. Con tutto ciò che ne consegue.

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Apple App Store, prezzi in rialzo – Adobe Stock

Le modifiche dei prezzi varieranno da nazione a nazione. In Ucraina per esempio ci saranno molte app più costose, in Oman, i proventi degli sviluppatori cambieranno a causa delle tasse adeguate.

Apple di solito riadatta i prezzi dell’App Store per seguire le fluttuazioni del tasso di cambio delle valute internazionali e anche delle tasse locali. Il colosso di Cupertino ha dettagliato sul suo portale i prezzi che aumentano in tre regioni questo mese, a causa delle nuove tariffe dei servizi digitali.

Tutti i cambiamenti di Apple. Un capitolo a parte merita la Corea del Sud

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Apple, tanti i cambiamenti per il 2022 – Adobe Stock

Nello specifico, in Bahrain l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto raddoppia, passando dal 5% al 10%. In Ucraina la nuova imposta sul valore aggiunto è del 20%, nello Zimbabwe arriva una nuova tassa sui servizi digitali del 5%.

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C’è chi farà eccezione, come ha tenuto a precisare direttamente il colosso californiano di cui Tim Cook è il CEO. Apple, infatti, ha sottolineato che nel 2022 ci saranno nazioni nelle quali i prezzi dell’App Store rimarranno gli stessi, ma i proventi verranno adeguati per riflettere le variazioni delle tasse locali.

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Nel particolare alle Bahamas ci sarà una diminuzione dell’imposta sul valore aggiunto dal 12% al 10%. In Oman la nuova imposta sul valore aggiunto sarà del 5%. In Tagikistan la diminuzione dell’imposta sul valore aggiunto passa dal 18% al 15%.

Ci sono altre tre nazioni europee dove ci saranno variazioni dei proventi a causa di nuove tasse locali. Tuttavia, o per fortuna, queste modifiche riguarderanno solo e-book, e-pubblicazioni e audiolibri. In Austria ci sarà ritorno dell’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto al 10% dopo una riduzione temporanea al 5% per gli ebook e gli audiolibri idonei.

In Lettonia, la riduzione dell’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto varia dal 21% al 5% per gli e-book e le pubblicazioni elettroniche idonei. In Romania, ecco la riduzione dell’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto, che scende dal 19% al 5% per e-book, audiolibri e pubblicazioni elettroniche idonei.

Vuole per fortuna, vuoi per un discorso meramente economici, questi cambiamenti riguardano solo poche nazioni, per il momento non sembra rientrarci l’Italia. E comunque il cambiamento (spesso al rialzo) non è uguale per tutti.

Un capitolo a parte merita la Corea del Sud: da Cupertino hanno fatto già sapere che consentiranno pagamenti su App Store di terze parti, nel paese asiatico, ma addebiterà comunque la commissione. Una netta inversione di tendenza dopo il primo no alla legge locale. “Apple ha affermato che prevede di fornire un sistema di pagamento alternativo a una tariffa di servizio ridotta rispetto all’attuale tariffa del 30% – assicura il Korea Heraldpoiché il gigante della tecnologia ha consegnato i suoi piani di conformità alla Korea Communications Commission (KCC)”. Da capire solo da quando entrerà in vigore.