L’ultimo brevetto di Xiaomi punta a migliorare la sicurezza dei dati personali, complice la presenza di un sensore di protezione contro occhi indiscreti.
Altro giro, altro brevetto griffato Xiaomi. Non si tratta stavolta di uno smartphone, ma di una idea ancor più particolare e forse per questo poco praticabile: un meccanismo di protezione contro occhi indiscreti. In effetti, quante volte sarà capitato di dover compiere operazioni di cui si vuol mantenere una certa riservatezza: si pensi all’accesso alle nostre app bancarie, ma anche all’atto di pagamento presso gli e-commerce preferiti. Situazioni, per inciso, dove effettivamente potrebbe presentarsi un problema di sicurezza, non tanto per la presenza di virus o malware installati sul dispositivo di turno, bensì di persone estranee che potrebbero sbirciare sullo schermo, un po’ per curiosità e un po’ per prendere visione di alcuni dati particolarmente sensibili.
Su questa base trova perciò spiegazione l’ultima trovata di Xiaomi, il cui particolare brevetto depositato in questi giorni mostra un inedito sensore insignito del compito di rilevare i volti in primo piano mentre si usa lo smartphone. Tale accorgimento, opportunamente accompagnato da aggiunte lato software, permetterebbe all’utente di nascondere i dati personali presenti a schermo. Per farla breve, lo smartphone rileverebbe la presenza di una persona diversa da quella abituale e attiverebbe di conseguenza una sorta di blocco di sicurezza, impedendo agli occhi indiscreti di poter prendere visione di informazioni importanti.
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Il brevetto non offre dettagli precisi in ordine al meccanismo di funzionamento del sistema di protezione: lo schermo del dispositivo potrebbe ad esempio diventar nero per chi sta guardando, oppure potrebbe semplicemente nascondere soltanto i dati sensibili.
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Certo è che l’idea è tanto sfiziosa quanto complessa, necessitando infatti di specifici accorgimenti software accoppiati al congegno hardware. Vedremo ad ogni modo in prosieguo se Xiaomi avrà intenzione di approfondire l’idea oppure cestinarla, come peraltro spesso accade per idee senz’altro inedite ma poco praticabili. Più agevole ed immediato è invece il brevetto riguardante lo smartphone con fotocamera rotante, soluzione già utilizzata da ASUS in alcuni suoi dispositivi mobili.
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