Wearable, le persone li acquistano e poi restano deluse

Ericsson ConsumerLab ha condotto un sondaggio online relativo al gradimento dei dispositivi indossabili. Lo studio comprende 5.000 utilizzatori di smartphone di età compresa tra i 15 ei 65 anni, di nazionalità brasiliana, cinese

Durante il mese di marzo 2016 Ericsson ConsumerLab ha condotto un sondaggio online che riguarda i dispositivi indossabili; sono stati intervistate 5.000 persone che possiedono smartphone sia iOS che Android, di età compresa tra i 15 ei 65 anni, provenienti da 5 Paesi: Brasile, Cina, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti. Delle persone prese in esame 2.500 hanno acquistato almeno un dispositivo indossabile. Nel rapporto Ericsson ha spiegato che le loro opinioni rappresentano la visione di 280 milioni di utenti di smartphone in questi 5 mercati.

Stando a quanto emerge dal rapporto, sebbene tra chi utilizza uno smartphone ci sia un forte aumento del desiderio di possedere un dispositivo indossabile, esiste anche una grande insoddisfazione tra le persone che hanno già acquistato ed utilizzato il loro primo smartwatch; infatti lo studio evidenzia che il 33% degli utenti intervistati ha smesso di servirsi del proprio dispositivo solo dopo poche settimane dall’acquisto.

Rispetto alla stessa analisi condotta nel 2015, lo studio che è stato effettuato del 2016 rivela che il numero di indossabili acquistati dagli utenti di smartphone nei 5 Paesi presi in esame è praticamente diventato il doppio nel corso dell’ultimo anno, sebbene il mercato dei wearable sia ancora in una fase di espansione. Attualmente inoltre, il 25% dei possessori di un wearable già possiedono più di un dispositivo indossabile e una persona su dieci possiede già 4 dispositivi indossabili.

Attualmente nel mercato del wearable prevalgono i dispositivi indossabili per la salute e il benessere e per il monitoraggio delle attività, ma l’evoluzione del settore sta direzionando il wearable anche verso altri modi di utilizzo.

Lo studio di Ericsson riporta che 2 su 5 utenti di wearable dichiarano che si sentono ‘nudi’ quando hanno al polso il loro dispositivo, mentre  1 su 5  va a dormire con il dispositivo addosso. Eppure il 25% di chi ha acquistato un wearable nei precedenti 3 mesi ha detto che le aspettative sono state deluse.

Dal sondaggio emerge che 6 utenti di smartphone su 10 hanno fiducia nel fatto che i dispositivi indossabili potranno avere altre funzioni utili oltre al minotoraggio della salute e del benessere e che la maggior parte delle idee attuali su cosa potrebbero essere in grado di fare gli indossabili saranno concretizzabili, diventando una quotidianità dopo il 2020, anche se chi attualmente utilizza dispositivi  indossabili ritiene che questa situazione si realizzerà molto prima.

Lo studio condotto da Ericsson svela anche che il 70% degli utenti prendono  seriamente i metodi adottati dai produttori per proteggere i propri dati personali, tant’è che sono più propensi a condividere i loro dati con i produttori dei dispositivi che con i medici, compagnie di assicurazione e società in internet.

Il 43% delle persone intervistate pensa che i wearable sostituiranno gli smartphone e che man mano che i wearable diventeranno più intelligenti, lo smartphone avrà un ruolo sempre meno rilevante. Infatti il 40% degli utenti che possiedono uno smartwatch stanno già interagendo meno con lo smartphone rispetto all’anno scorso.

Secondo gli utenti presi in esame dallo studio di Ericsson i dispositivi indossabili acquisiranno una certa importanza anche per la crescita del mercato dell’Internet delle Cose, ossia gli oggetti in grado di connettersi ad internet; infatti  il 74% degli intervistati dichiara che gli indossabili ed i sensori intelligenti aiuteranno le persone a gestire gli altri dispositivi e gli oggetti.

Ercsson rivela inoltre che 6 utenti su 10 hanno affermato che i dispositivi indossabili dovrebbero essere in grado di avere più funzioni nell’ambito del fitness e che chi ha acquistato un dispositivo nel primo trimestre 2016 si dichiara deluso di questa generazione di prodotti; infatti ben 21 utenti su 100 parla di funzionalità troppo limitate, di batteria che si scarica troppo in fretta e del design poco attrente; inoltre riferiscono di un’integrazione problematica con gli smartphone e della mancanza di supporto da parte degli sviluppatori di terze parti, oltre ad un’esperienza di utilizzo non semplice.
 

La maggior parte dei possessori di wearable si  lamentano del fatto che i dispositivi indossabili dipendono da uno smartphone, dei costi aggiuntivi che bisogna sostenere per acquistare dispositivi indipendenti, mentre un terzo dei possessori di smartphone hadichiarato che  i costi per la connessione dei dispositivi digitali supplementari sono alti.

Effettivamente, gli operatori telefonici non hanno ancora iniziato a proporre piani tariffari che combinano la SIM principale con l’eventuale SIM dello Smartwatch ed il consumatore che intende fare uso del proprio dispositivo indossabile deve sottoscrivere due contratti indipendenti.