Tv e lavatrici, basta buttarli interviene l’Unione Europea: ferma lo spreco di soldi

L’Europa ha dichiarato che buttare tv e lavatrici è diventato un vero e proprio spreco, annunciando misure molto drastiche sul fronte per tutti i cittadini.

Negli ultimi anni, un po’ spinti dal consumismo ma forse anche dai prezzi accessibili di elettrodomestici ed elettronica, le persone sono invogliate molto a cambiare oggetti con una certa frequenza. L’ultima tv con colori super vividi, la lavatrice che incorpora anche delle funzioni avanzate e basta poco per mandare quelli vecchi in soffitta.

Tv e lavatrici
Buttare tv e lavatrici è uno spreco per l’Europa (cellulari.it)

Il problema è proprio cosa si intende per “vecchi” secondo la Commissione. Se venti anni fa un elettrodomestico aveva una vita molto lunga e si eliminava solo quando proprio era esausto, oggi si cambia per il modello più performante, talvolta quando è perfettamente funzionante.

Stop dell’Unione Europea: non potrete più buttare via gli elettrodomestici

La Commissione Europea quindi ha scelto di intraprendere una strada per fermare questa direzione ormai intrapresa a livello globale. Uno spreco che non solo implica sempre la necessità di dover produrre nuovi oggetti ma che porta anche ad un quantitativo di rifiuti enorme da dover sistemare e quindi smaltire.

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Buttare la tv è uno spreco (cellulari.it)

Se un elettrodomestico è guasto, si può riparare e non deve essere gettato, non è quella la via principale da adottare perché a volta si tratta solo di una piccola problematica che costerebbe poco e porterebbe ad un risparmio per l’intero pianeta. Quindi le aziende saranno obbligate per tutti gli elettrodomestici e gli apparecchi elettronici di vario tipo ad aggiustare i prodotti per almeno dieci anni. In questo modo si andrà a bloccare la produzione di rifiuti assicurando un risparmio tanto ai cittadini quanto alle aziende impegnate nelle varie operazioni di smaltimento e produzione.

Cosa accadrà con la nuova direttiva

Oggi è fondamentale promuovere la riparazione di beni e non l’acquisto di prodotti nuovi. Effettivamente bisogna ammetterlo, quante volte si è rotto qualcosa in casa e avete pensato che era meglio acquistarlo nuovo perché il prezzo della riparazione non valeva effettivamente l’aggiusto? Oggi funziona così, perché i prezzi sono appetibili, ci sono le offerte, i super sconti e tutto è più accessibile. Vent’anni fa non lo era, le difficoltà nel reperire oggetti erano sicuramente maggiori e nessuno pensava di gettare via qualcosa che si poteva aggiustare.

Il vicepresidente per il Green Deal europeo Frans Timmermans ha quindi spiegato la direzione che prenderà l’Europa, riparare per evitare di produrre in continuazione cose che vengono rotte con una certa facilità pensando che poi saranno gettate e il circolo ricomincerà da capo.

Il provvedimento che dovrà essere approvato prevede l’obbligo di riparare i beni fino a 10 anni dopo l’acquisto, ovviamente in base al tipo di prodotto e al suo ciclo di vita. L’oggetto potrà essere gettato solo se non c’è più modo di ripararlo.

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