Paul Otellini, ceo dimissionario di Intel, ha spiegato al The Atlantic come alcune decisioni errate possano spostare gli equilibri in gioco nel mondo dell’hi-tech.
Nello specifico, il manager ha fatto riferimento al suo rifiuto per conto di Intel verso la richiesta di Apple di produrre i chip per i primi iPhone.
“Quando Apple si presentò da noi – ha raccontato Otellini -, nessuno aveva idea di cosa fosse un iPhone e di quello che avrebbe fatto. Sapevamo solo che Apple era interessata ad un particolare chip e che voleva pagarlo non oltre una certa cifra. Nemmeno un centesimo in più. Ovviamente, quel prezzo era sottocosto e, dal punto di vista commerciale, nessuno poteva accettarlo. Ma ora, ripensandoci e vedendo come sono andate a finire le cose, posso dire che il prezzo che noi ritenevamo giusto era in realtà sbagliato, perchè il volume di produzione è stato di 100 volte superiore a quello che pensavamo. Da questa storia – ha aggiunto – ho imparato una lezione: spesso, in un’azienda, amiamo circondarci di dati quando negoziamo, ma a volte bisogna prendere decisioni basate sull’istinto. Con Apple, il mio istinto diceva sì, ma poi vinse la ragione. Sbagliando. Se Intel avesse accettato quella proposta, il mondo tecnologico sarebbe radicalmente diverso oggi”, la conclusione di un Otellini chiaramente rammaricato per la vicenda.
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