Mastercard; Il pagamento tramite Selfie, tecnologia inutile e poco sicura

Impazza da qualche giorno la notizia sul presunto sistema di pagamento che Mastercard starebbe testando e permetterebbe ai clienti di poter effettuare acquisti autorizzando il pagamento tramite un semplice autoscatto o selfie, se preferite il termine

Impazza da qualche giorno la notizia sul presunto sistema di pagamento che Mastercard starebbe testando e permetterebbe ai clienti di poter effettuare acquisti autorizzando il pagamento tramite un semplice autoscatto o selfie, se preferite il termine inglese.

Alla base di questa procedura, un sistema in grado di riconoscere il volto e quindi autorizzare la transazione che verrebbe affiancato ad un sistema tradizionale basato sulle impronte digitali, anche questo tutt’altro che sicuro.

Con questo sistema, verrebbe abolita la password dei sistemi come SecureCode di Mastercard o Verified by Visa, che prevedono di inserire una password dispositiva per autorizzare le transazioni online, con password poi spesso dimenticate.

Il progetto di Mastercard potremmo definirlo un palese esempio di utilizzo irrazionale della tecnologia.

Un sistema molto insicuro che sarebbe facilmente aggirabile sia per quanto riguarda la scansione delle impronte digitali, sia soprattutto per l’assurdità di utilizzare un selfie, anche questo facilmente riproducibile.

Come già ampiamente dimostrato in passato, sarebbe molto facile ingannare il sistema sfruttando semplici scansioni di foto prese online cosi come utilizzando un calco delle impronte digitali, come già effettuato su iPhone 5S.

Questo perché la transazione avverrebbe a distanza, lontano da occhi indiscreti e possibilità di controllo.

Mastercard testerà questo sistema su 500 clienti prima di ipotizzarne l’utilizzo su larga scala.
Come annunciato dalla stessa società, l’eventuale test negativo sposterebbe l’attenzione su due altri parametri ovvero voce e battito cardiaco.

Un suggerimento a Mastercard? Dare qualche consiglio ai propri clienti per aiutarli a memorizzare la password.