La tecnologia sta facendo dei passi da gigante così ampi che nemmeno l’uomo più ottimista e visionario poteva mai immaginare questo progredire incessante. Un avanzamento che sta superando non solo le aspettative ma anche ogni film fantascientifico possibile. Sorge legittimamente la domanda: ma questo andare avanti in maniera galoppante può tradursi in un rischio per l’umanità? La risposta, purtroppo, è affermativa. Bisogna tenere in considerazione questa problematica, è più vicina di quanto si creda.
L’Intelligenza Artificiale si sta perfezionando ogni giorno sempre di più, fino ad acquisire tutte quelle capacità, anche a delinquere, che fino a poco tempo fa erano prerogative esclusive degli hacker ed è per questo che bisogna prestare particolare attenzione. Una materia particolarmente spigolosa e dai contorni molto labili ma che merita pertanto di essere ben definita, soprattutto per chi non è molto avvezzo con la nuova tecnologia e potrebbe finire in trappola.
Secondo una recente ricerca, i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) già sono in grado di pianificare ed eseguire gli attacchi informatici in completa autonoma ovvero senza hacker, quindi senza alcun intervento umano. Una scoperta che lascia col fiato sospeso ma che non stupisce purtroppo il mondo della cybersecurity e la mette in allerta perché si trova così a dover affrontare non solo le minacce che provengono dall’uomo ma anche quelle generate dall’intelligenza artificiale sempre più sofisticate.
Per testare quindi queste capacità, i ricercatori hanno ricreato uno degli attacchi più noti degli ultimi anni ovvero la violazione dei dati di Equifax nel 2017, un attacco dirompente che ha compromesso le informazioni personali di 147 milioni di persone. E’ stato riprodotto tramite un toolkit appositamente sviluppato per la ricerca. L’AI coinvolta ha tradotto tutta la strategia ed una serie di comandi informatici mirati sfruttando le vulnerabilità, ha installato dei malware e rubati dei dati sensibili in modo del tutto automatico.
I risultati di questa simulazione sono stati allarmanti e schiaccianti: su dieci aziende campioni utilizzate per fare il test, in 9 casi l’intelligenza artificiale ha eseguito e completato l’attacco con successo. Questo cosa significa? Che se sono adeguatamente addestrati, possono produrre un attacco informatico in totale autonomia. Una prospettiva che altera del tutto lo scenario della sicurezza digitale.
Questa ricerca apre un nuovo capitolo e pone una nuova esigenza, ossia quella di sviluppare immediatamente delle difese autonome che si basino sull’intelligenza artificiale, oltre che integrare le LLM nei sistemi di protezione. Tali mosse potrebbero diventare importanti per affrontare le sfide future. Innovare nel campo della cybersecurity è ormai un’esigenza primaria.
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