La truffa sextortion preoccupa anche l’Italia: ecco di cosa si tratta

Torna a farsi sentire anche in Italia la campagna sextortion, con migliaia di potenziali vittime nel mirino. Ecco come difendersi

Se n’era parlato già nei mesi scorsi e, dopo un periodo di tregua, ora l’allarme torna a farsi sentire anche in Italia. La campagna fake-sextortion a tema EUROPOL ha già fatto circolare centinaia di mail con allegati e foto. L’idea è quella di simulare falsi atti di citazione, ma ovviamente non è così.

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Anche in Italia torna a farsi sentire l’allarme Sextortion, con centinaia di persone già colpite (Adobe Stock)

Il vero obiettivo dei cybercriminali è di ricattare le vittime, nascondendosi dietro la scusa di cancellare dei procedimenti a sfondo sessuale. E in caso la persona contattata non dovesse accettare le richieste, i malintenzionati minacciano di pubblicare tutto sui social e rendere pubbliche foto private.

Sextortion, ecco come difendersi dalla pericolosa truffa

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Ecco come fare per difendersi dalla pericolosa truffa ed evitare di incappare in guai più seri del previsto (Adobe Stock)

La truffa sextortion ha come obiettivo quello di ricattare una persona sfruttando immagini o filmati della vittima a sfondo sessuale, oppure documenti falsi che l’accusano di aver compiuto atti potenzialmente compromettenti. Il tutto parte solitamente con un invito o una richiesta di amicizia sui social, che avviene da parte di un profilo fake con foto del profilo di modelli o persone attraenti. Una volta aver stretto amicizia, il truffatore dà il via ad una serie di conversazioni e, una volta ottenuta la fiducia, convince la vittima a spogliarsi e masturbarsi davanti ad una webcam.

Per la seconda tipologia, definita appunto fake-sextortion, la truffa prende il via tramite una mail di phishing inviata da EUROPOL. L’oggetto del messaggio è una presunta convocazione per un procedimento legale, con in allegato una foto che simula un invito di comparizione per reati di pedopornografia. E la persona colpita è invitata a rispondere immediatamente. Una volta aver fatto partire la conversazione, i truffatori propongono un pagamento sotto forma di cauzione per cancellare il procedimento penale. Per difendersi, il consiglio è di evitare di rispondere ad email sospette o di accettare richieste di amicizia da sconosciuto.

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