Il governo contro i videogiochi: sono partite le indagini | Potrebbe arrivare importanti cambiamenti

Il mondo dei videogiochi dovrà vedersela con le ultime scelte del Governo, piuttosto preoccupanti per i gamer. Ecco cosa sta succedendo e quali saranno le conseguenze della mossa

Soprattutto dallo scoppio della pandemia in poi, il mondo dei videogiochi ha subito un’accelerata senza precedenti. La community di gamer era già ricchissima ma, con le varie restrizioni e l’obbligo di passare più tempo in casa, si sono aggiunti anche utenti più adulti o che mai si erano avvicinati prima ad una console. 

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Il mondo dei videogiochi preoccupa il governo soprattutto per un motivo in particolare (screenshot)

Ora però, qualcosa potrebbe cambiare. Il governo inglese ha infatti avviato nel 2020 un’indagine che punta ad analizzare il fenomeno delle loot box. Ossia quel meccanismo che permette agli utenti di acquistare tramite soldi reali pacchetti, mazzi, bustine e chi più ne ha più ne metta. Una sorta di gioco d’azzardo, con la moneta virtuale in-game che viene sfruttata per trovare oggetti e crescere di livello.

Il Governo inglese contro le loot box: ecco cosa sta succedendo

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In Inghilterra è stata avviata una maxi campagna di ricerca per capire gli effetti degli acquisti in-app per sbustare o aprire casse (Adobe Stock)

Stando ad alcune indagini portate avanti dal governo inglese, gli utenti in media arrivano a spendere anche 15mila euro in poche ore, rimanendo alla fine con un nulla di fatto tra le mani. Le loot box preoccupano sempre di più, anche e soprattutto considerando che molti utenti che procedono con l’acquisto di monete virtuali sono minorenni. Una via per avvicinarsi al gioco d’azzardo vero e proprio, spiegano gli esperti. 

Ed è proprio per questo che il governo inglese ha deciso di agire con un’analisi approfondita. “Riteniamo che sarebbe prematuro intraprendere un’azione legislativa senza prima perseguire misure più incisive da parte dell’industria per garantire la protezione dei bambini e giovani e di tutti i giocatori” ha spiegato con una delibera il Regno Unito. Dunque non verrà fatto nulla, per il momento, con la speranza che sia l’industria videoludica stessa ad agire per proteggere gli utenti minorenni da questo fenomeno in continua espansione e sempre più preoccupante.