I paesi dove si usano di più i cellulari. I risultati sono sorprendenti

Italiani popolo di navigatori? Sì, per tradizione e perché ci piace da matti passare ore e ore con un telefonino in mano: per lavoro certo, ma anche per passatempo. Ma nel mondo c’è chi utilizza i cellulari molto, ma molto, più di noi.

Lo dice a chiare lettere un report alquanto interessante, che fa rima con sorprendente, della McGill University, in Canada. Un sondaggio su un campione di circa trentacinquemila persone provenienti da 24 paesi del mondo (dal 2014 al 2020) relega l’Italia soltanto all’undicesimo posto. C’è chi sta davvero peggio di noi.

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Ecco dove si usa di più il cellulare – Adobe Stock

La ricerca, talmente credibile da essere stata pubblicata su Computers in Human Behaviour, ha svelato dati che non tutti si aspettavano, con in testa la Cina (e ci può stare), seguita da Arabia Saudita, podio completato dalla Malaysia. Quarto il Brasile, solo quinta la Corea del Sud tanto cara a Samsung, sesto l’Iran, settima il Canada e ottava la Turchia. Nono posto per l’Egitto, top ten chiusa dal Nepal.

La tendenza all’aumento dalla dipendenza dei telefonini è destinata ad aumentare nei prossimi anni

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La dipendenza da telefonino è destinata ad aumentare – Adobe Stock

L’Italia è undicesima, il Giappone quindicesimo, gli Stati Uniti addirittura diciottesimi, Svizzera e Francia lontanissime, chi al 23esimo chi al 24esimo posto. Ultimo posto per la Germania, la meno dipendente dagli smartphone.

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Abbiamo condotto una meta-analisi sull’uso problematico degli smartphone, concentrandoci sui giovani e adulti – spiegano della McGill University in Canada – l’uso problematico degli smartphone è aumentato in tutto il mondo tra il 2014 e il 2020”. E non è certo un punto di arrivo: “Ci aspettiamo che questa tendenza – rimarcano gli autori degli studi – continui nei prossimi anni”. Per lo studio, il team ha esaminato 81 studi precedentemente pubblicati sull’uso del telefono da parte di adolescenti e giovani adulti, tutti basati sulla Smartphone Addiction Scale (SAS).

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La SAS è la misura più utilizzata della dipendenza da smartphone, per chiedere informazioni sull’uso dello smartphone in relazione ai disturbi della vita quotidiana, alla perdita di controllo e ai sintomi di astinenza. I partecipanti all’importante sondaggio avevano un’età compresa tra i 15 ei 35 anni, sebbene l’età media complessiva fosse di 28,8 anni e la maggior parte dei partecipanti fosse di sesso femminile (60%).

I ricercatori hanno assegnato a ciascuna nazione un punteggio per l’uso problematico dello smartphone, compreso tra 10 e 60. La Cina si è classificata al primo posto, con un punteggio di 36 su 60. L’Italia è poco sotto i 20,82.

Nel complesso, i risultati hanno mostrato che l’uso problematico degli smartphone è in aumento in tutto il mondo, il che potrebbe avere conseguenze psicologiche. “Poiché le organizzazioni tengono traccia di misure oggettive come la proprietà degli smartphone e il tempo sullo schermo – chiosano gli autori del report – è anche importante valutare gli aspetti soggettivi e le conseguenze psicologiche di questa proliferazione. Ci auguriamo che i nostri risultati aiutino ricercatori e responsabili politici a quantificare e prevedere l’uso problematico degli smartphone in tutto il mondo“.