Quando ricevi una cartella esattoriale verifica se ci sono vizi formali, probabilmente non dovrai pagare nulla.
Ricevere una cartella esattoriale è sempre un po’ motivo di “paura” ma quando ne ricevi una, non andare nel panico. Dovresti verificare alcuni “dettagli” o meglio se sono presenti dei vizi formali perché in quel caso non dovrai pagare nulla.
Di recente sempre più sentenze stanno dando ragione ai contribuenti che impugnano le cartelle esattoriali proprio a causa di vizi formali presenti. Tanti ricorsi sono stati accolti proprio perché dimostrano che le notifiche eseguite in modo scorretto rendano inefficaci le pretese dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Una cartella esattoriale è legittima solo se viene notificata correttamente, per cui qualsiasi anomalia, anche piccola, può comportarne la nullità. Infatti la cartella deve essere notificata a mani del destinatario, oppure tramite raccomandata con avviso di ricevimento, PEC, ufficiale giudiziario o messo notificatore autorizzato.
In assenza di una notifica eseguita secondo tali modalità, l’atto è da considerarsi nullo. Tra i vizi formali che potrebbero esserci nelle cartelle esattoriali ci sono:
A tal proposito si può citare un recente caso analizzato dai giudici tributari che ha evidenziato quanto sia importante il rispetto delle regole nella notifica. Su 36 cartelle esattoriali contestate, 33 sono state invalidate perché mai giunte a destinazione. Si trattava di sanzioni relative a Irpef, Irap, Tari, contributi Inail e multe stradali, per oltre 22.000 euro complessivi.
Solo tre atti, regolarmente notificati, sono rimasti validi per un importo residuo di circa 2.600 euro. In definitiva, la decisione dei giudici è stata univoca: nessun pagamento può essere richiesto senza che il contribuente sia stato preventivamente informato in modo corretto, purché l’amministrazione finanziaria possa dimostrarlo.
Quindi, quando ricevi una cartella esattoriale dovresti verificarne la validità:
Chi ha dei dubbi può rivolgersi ad un consulente o ad un’associazione di tutela del contribuente. Altrimenti sarà sufficiente presentare un ricorso alla Commissione tributaria per ottenere la sospensione o la cancellazione del debito.
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