Allarme truffa: l’inganno dietro la morte della Regina Elisabetta II

Il fenomeno del pishing è sempre più preoccupante. Tanto che sono state segnalate alcune recenti campagne avviate da malintenzionati che dovrebbero preoccupare gli utenti (e non poco). Ecco quali sono i principali rischi

Stiamo vivendo uno dei periodi più complicati di sempre per ciò che riguarda la sicurezza in rete. Ogni giorno si parla di nuovi allarmi legati a minacce di phishing, attacchi hacker, malware e chi più ne ha più ne metta. I cybercriminali stanno studiando metodi sempre più avanzati per metter mano a dati sensibili e credenziali bancarie delle potenziali vittime.

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La morte della Regina Elisabetta continua a far parlare di sé, anche dal punto di vista della cybersicurezza (Adobe Stock)

In questo senso, negli ultimi giorni si sta parlando con sempre più insistenza di un vero e proprio inganno. Il tutto sfruttando un fenomeno storico di cui tutti parlano e che sicuramente può fungere da “amo” per far abboccare ancora più persone, soprattutto le più sensibili al tema. L’oggetto in questione è infatti la morte della Regina Elisabetta II.

Truffa phishing sfruttando la morte della Regina Elisabetta II: tutti i dettagli

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Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo (Adobe Stock)

Incredibile ma vero, anche la morte della Regina Elisabetta II sta venendo sfruttata dai malintenzionati per mettere in piedi vere e proprie campagne di phishing pericolosissime. Nulla di nuovo, considerando che da sempre gli hacker sfruttano eventi storici di carattere nazionale e mondiale per far cascare potenziali vittime nel tranello pensato.

L’obiettivo questa volta è di rubare le credenziali degli account Microsoft. In che modo? Spingendo gli utenti ad aprire un sito contraffatto, dove viene richiesto di inserire i propri dati personali. Il tutto parlando di un presunto invito a visitare l’Artificial Technology Hub, studiato e allestito proprio in onore della regina d’Inghilterra. A lanciare l’allarme ci hanno pensato i ricercatori di Proofpoint, secondo cui gli hacker si sono affidati alla piattaforma EvilProxy per far partire il tutto. Come sempre in questi casi, il consiglio è quello di stare molto attenti a ciò che si va a cliccare. Il rischio è infatti quello di incappare in spiacevoli sorprese. Oltre ai propri dati personali di Microsoft, infatti, gli hacker potrebbero anche riuscire ad accedere ai conti bancari e rubare soldi. Utilizzare un antivirus o una buona VPN potrebbero essere metodi efficaci per difendersi al meglio. O più semplicemente notare alcuni campanelli d’allarme, come gli errori ortografici e i mittenti sospetti.