Allarme carburanti: i prezzi salgono nuovamente, la disperazione per i guidatori

La guerra in Russia e Ucraina, le forniture di gas, i prezzi dei carburanti: sono gli argomenti tra i più in primo piano degli ultimi mesi, a causa di notizie belle e brutte che si susseguono a ritmi impazziti e non lasciano tregua all’opinione pubblica.

E non solo a quella, ma anche e soprattutto ai consumatori: lo spauracchio del conflitto russo-ucraino  si è esteso a macchia d’olio, o meglio di petrolio, non solo in Europa ma in tutto il mondo, ed ha causato una serie di conseguenze poco piacevoli.

Benzinaio - Cellulari.it 20221008
Benzinaio – Cellulari.it

Tra queste l’aumento spropositato delle forniture di energia di qualsivoglia genere: le bollette di gas e luce stanno arrivando con cifre mai viste prima, ma soprattutto a tremare sono i guidatori, che stanno vedendo i prezzi del carburante salire vertiginosamente dopo un calo dei prezzi che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo.

Accise su, accise giù: una giostra senza fine

Dunque dopo un primo aumento molto forte del prezzo del carburante e la conseguente discesa grazie a un calo del prezzo delle accise, adesso ci si trova di fronte a un nuovo paventato aumento dei prezzi del carburante a causa di una serie di eventi a livello europeo.

In Francia per esempio si stanno verificando alcune agitazioni dei lavoratori del settore, che da oltre una settimana stanno dando filo da torcere al settore del carburante, con l’interruzione della consegna di prodotti petroliferi della TotalEnergies.

Prezzi carburante - Cellulari.it 20221008
Prezzi carburante – Cellulari.it

Queste agitazioni si inseriscono in una protesta indetta dalla Confederazione Generale del Lavoro CGT che a sua volta fa parte di un’azione più allargata che riguarda tutto il settore energetico francese. Tra le richieste dei manifestanti, nemmeno a dirlo, anche delle retribuzioni più alte, che sono necessarie a contrastare l’inflazione sempre più crescente.

Nonostante sia stato assicurato che non ci sarebbero stati ritardi o carenze nelle consegne dei carburanti a livello internazionale, tuttavia si è svolta lo scorso 5 ottobre una riunione dell’OPEC+ per discutere delle dichiarazioni dell’Arabia Saudita che ha annunciato una diminuzione di produzione di carburanti a causa del calo dei prezzi.

Poiché questa “minaccia” si è trasformata in realtà, dato che è stato annunciato il più grande taglio delle forniture dal 2020, sta crescendo anche la preoccupazione per la mancanza di forniture ed si è verificata anche una impennata dell’inflazione.

Di fatto un cane che si morde la coda, vista la necessità proprio di salari più alti e di una minore inflazione, e soprattutto ci si sta trovando di fronte a una spaccatura tra i sauditi e le nazioni occidentali, le quali temono che l’aumento dei prezzi dell’energia danneggerà l’economia globale.