Il 5G è sicuro? Due ricerche pubblicate su Nature hanno analizzato proprio questo aspetto. Ecco tutti i risultati emersi a riguardo
È uno dei temi maggiormente discussi degli ultimi mesi: il 5G è realmente sicuro? Per rispondere a questa domanda, sono state da poco pubblicate su Nature due ricerche portate avanti dall’Australian Radiation Protection and Nuclear Safety Agency, in collaborazione con la Swinburne University. Il quesito principale al quale si è cercato di rispondere è stato il seguente: le onde elettromagnetiche impiegate per le reti di nuova generazione siano dannose per l’essere umano?
La risposta è no. Almeno secondo quanto raccolto dagli esperti, non ci sono prove evidenti e fattuali che dimostrino come il 5G sia poco sicuro. Si tratta di una conclusione piuttosto chiara e soprattutto attendibile, considerando che le due analisi sono considerate le più estese mai compiute nel corso degli anni.
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L’Australian Radiation Protection and Nuclear Safety Agency, in collaborazione con la Swinburne University, ha analizzato nello specifico le onde elettromagnetiche impiegate per le reti di nuova generazione. L’obiettivo è stato quello di capire se effettivamente il 5G è dannoso. Nella prima delle due analisi, sono state prese in esame 138 ricerche precedenti sul tema delle onde radio. Di queste, 107 erano studi sperimentali sugli effetti biologici dell’esposizione alle onde, mentre gli altri 31 studi epidemiologici sull’esposizione alle onde utilizzate dalle tecnologie radar.
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Per ciò che riguarda la seconda analisi, invece, ci si è concentrati sugli studi sperimentali per comprendere se i risultati delle prime ricerche fossero compatibili con la pericolosità delle onde radio impiegate dalle reti 5G. La conclusione è stata che non ci sono prove evidenti che possano sostenere la tesi secondo cui il 5G è dannoso per gli esseri umani. Esistono in letteratura studi che avanzano questa ipotesi ma, stando ai ricercatori, non possono essere considerati attendibili.
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