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WhatsApp ci aggiorna con le Storie: attese novità sulla privacy

Published by
Raffaele Pigneri

WhatsApp sceglie le Storie nello spazio dello stato per comunicare con i suoi utenti. Da oggi la novità è disponibile anche in Italia e sarà certamente sfruttata per aggiornamenti sui termini della privacy.

WhatsApp prova a tamponare la crisi con nuove informative sulla privacy (Getty Images)

WhatsApp sceglie di comunicare con i propri iscritti tramite Storie caricate nella sezione status. La App di instant messaging di Facebook vira su un’informativa molto meno invadente rispetto alle sue abitudini. Infatti, se fino ad oggi le novità arrivavano su schermate iniziali che l’utente non poteva evitare, ora bisognerà andarsele a cercare autonomamente.

Un approccio più soft che probabilmente nasce dell’intenzione di porre rimedio alla frittata fatta a gennaio, quando l’inattesa riforma della politica sulla privacy ha letteralmente scioccato gli iscritti. Da allora moltissimi si sono convinti a migrare verso le concorrenti Telegram e Signal, convinti che la loro sfera privata sarà così più protetta.

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WhatsApp usa le Storie per rassicurarci sulla nostra privacy

WhatsApp: Storie per aggiornare gli utenti (image from cutacut.com)

E così da oggi potremo vedere cosa WhatsApp ha da dirci aprendo la sezione stato. Accanto a quelli dei nostri amici, ne troveremo anche uno impostato dall’azienda stessa. Nel caso di quello attuale, si tratta di quattro schermate che offrono rassicurazioni su come la nuova policy non condizionerà in negativo le nostre conversazioni private o altri dati personali.

D’altronde, questa della privacy a rischio su WhatsApp è una discussione aperta. E pare che la sussidiaria di Facebook abbia intenzione di portarla avanti da qui al 15 maggio, data in cui la policy sarà implementata. L’azienda americana ha spiegato a più riprese che la nuova politica sulla privacy consiste nel chiedere al consumatore il permesso di condividere i propri dati con aziende che usano le funzionalità business della controllante Facebook. Si parla essenzialmente della piattaforma Facebook Business.

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Il resto dei messaggi e delle chat restano blindate dalla cosiddetta end-to-end encryption, che in teoria impedisce di default l’accesso a tutti i non partecipanti, incluso il back-end di WhatsApp. Su Telegram, ad esempio, bisogna impostare una “secret chat” per ottenere lo stesso grado di riservatezza. Chissà se la nuova modalità di comunicazione – magari insieme alle nuove misure di protezione – riuscirà a tranquillizzare gli utenti e a fermare l’esodo verso le altre app.

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Raffaele Pigneri

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