Molti di voi ricorderanno che verso la fine di gennaio avevamo dedicato un articolo ai problemi sulla privacy legati all’utilizzatissima applicazione Whatsapp, sollevati dalle commissioni di controllo canadese e olandese: bene, a distanza di quasi un mese il tema torna d’attualità e sbarca anche in Italia: il Garante per la Privacy, infatti, ha deciso di rivolgersi direttamente alla casa sviluppatrice del software per avere maggiori chiarimenti sul tipo di trattamento che viene riservato ai dati degli utenti.
In particolare, si chiede una maggiore chiarezza su un funzionamento ben preciso dell’app, che è poi quello che ha causato i grattacapi a Whatsapp nei Paesi Bassi e Oltreoceano: una volta installata l’applicazione, vengono registrati solo i dati relativi agli utenti che utilizzano l’app di messaggistica oppure anche di coloro che non la usano? Dove vengono salvati i dati raccolti? Come vengono protetti?
Domande più che legittime, volte a garantire non solo il rispetto delle normative in vigore in Italia e in Europa, ma soprattutto la sicurezza degli utenti a livello digitale, per evitare delle spiacevoli situazioni. Come sappiamo bene, la sicurezza dell’identità digitale e dei dati personali in rete sono esigenze ormai centrali nella vita degli individui, imprescindibili e di cui gli sviluppatori devono tenere conto. Vedremo, quindi, come si evolverà la vicenda e se WhatsApp riuscirà a risolvere questo problema senza conseguenze a livello commerciale.
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