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Non solo cellulari

App, un uomo le spia per capire cosa reperiscono dagli utenti

Published by
Nicolò Magara

Ha dell’incredibile l’operazione di un giornalista norvegese. Ha voluto capire cosa reperiscono le app dagli utenti ogni volta 

Si tratta di un uomo che ha installato ben 160 app sul suo smartphone per capire cosa erano in grado di fare e cosa sanno su di lui. Il giornalista ha portato il telefono sempre con se, utilizzandone anche uno di scorta. L’ha lasciato a casa una sola volta, quando ha fatto un test per il Covid-19.

Il sospetto dell’attività delle app si è acceso in Gundersen nel momento in cui ha assistito ad un’inchiesta della NRK, l’equivalente della Rai norvegese. In questa occasione si è scoperto che tutti i movimenti dei norvegesi vengono spiati dalle applicazioni che riconducono alla Tamoco, una società londinese.

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App, riescono a sapere di tutto

App spiate (pixabay)

Inoltre la NRK è stata in grado di comprare i dati di 140 mila norvegesi per la cifra di 3.000 €. Il nome della Tamoco è comparso nel momento in cui la NRK ha contattato diversi rivenditori alla Ricerca di dati di localizzazione da acquistare.
Anche se questi sono anonimi, contengono le coordinate GPS dei dispositivi. È stato da quel momento che Gundersen ha guardato il suo smartphone con molto più sospetto ed ha deciso di iniziare l’esperimento con un device di riserva.

Gundersen si affida all’ICE, che riceve le informazioni dalla Venntel contattata per ricevere una copia di tutte le informazioni. Il passo successivo è stato quello di capire il legame tra la Venntel ed i dati di localizzazione del suo telefono. Così è venuto fuori il nome della Gravy Analytics. La cosa strana è che l’azienda non sa da dove provengano i dati raccolti. Quindi ha cambiato rotta e si è diretto verso Sygic, uno sviluppatore polacco la cui applicazione scaricata è proprio un GPS.

Quindi e probabile che la Sygic ha raccolto tutti i dati, poi forniti alla Gravy Analytics che, a sua volta, le ha inviate alla Venntel. Inoltre Sygic afferma di non conoscere la società Venntel anche se, secondo l’analisi di NRK, i sati di Sygic sono finiti sicuramente nelle mani di Venntel. I dati raccolti da Gundersen sono finiti anche nelle mani di un altra, Fu*** Weather.

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Anche in questo caso lo sviluppatore afferma di non conoscere la società Venntel e che non sa in che modo i sui dati sono finiti nelle sue mani. La possibilità potrebbe essere che questi abbiano raggiunto la nota azienda utilizzando come tramite la società francese Predicio. La Venntel ha persino dichiarato che i dati raccolti non sono stati condivisi ne con l’ICE ne con la CBP e di non aver nessun contatto ne con i fornitori di Sygic ne con lo sviluppatore di Fu*** Weather. Nonostante il GDPR europeo sia molto sicuro, è bene che gli utenti facciano attenzione ai propri dati personali.

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Nicolò Magara

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