Il primato del 2021, l’anno con più attacchi hacker della storia, durerà poco, fino al 31 dicembre. Lo dicono le previsioni, lo pensano molti analisti, lo confermano le tante truffe ai danni dei siti più importanti, anche quelli istituzionali.
Quanto accaduto al Mite, il Ministero della transizione ecologica, è solo l’ultimo degli attacchi hacker che sono riusciti a colpire perfino Barack Obama, a inizio secolo. Neanche Joe Biden è riuscito a salvarsi, il suo account naturalmente.
Lo schema è lo stesso: la promessa di “dare indietro” qualcosa. Qualcosa che si può pagare solo con le criptovalute, perché le “monete virtuali” di nuova generazione non si possono tracciare.
All’inizio era tutto riconducibile ai bitcoin, manco a dirlo. Ora che si tratti di Ethereum, o di qualche nuova crypto, fa lo stesso.
Il profilo di Geert Wilders, presidente olandese del partito delle libertà, è stato hackerato, perfino Bill Gates ed Elon Musk hanno subito attacchi (andati a segno) sui rispettivi social. Ora è toccato al Mite, perché nell’era tech funziona così.
Anziché la sua classica foto ufficiale, sul profilo Twitter è apparso negli scorsi giorni un’immagine che ritrae il fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, proprio nel momento in cui la società stava cambiando il suo sistema di validazione.
Cambiano i personaggi hackerati, ma lo stampo degli attacchi è praticamente lo stesso di sempre, terminava con una truffa, in questo caso una fantomatica promessa di distribuzione di gratuita di criptovalute da parte di Buterin.
“Un modus operandi che è tipico dei gruppi di truffatori che sfruttano la popolarità delle criptovalute che in passato aveva già fatto vittime illustri, ma non a livello di account istituzionali della Repubblica Italiana”. Gianluca Grossi, analista e caporedattore di Criptovaluta.it, in uno stralcio di un’intervista sul Sole 24 Ore. “Nel caso dell’account ufficiale Twitter del Ministero della Transizione Ecologica, gli hacker che stanno sfruttando la popolarità del passaggio per diffondere le proprie truffe”.
Non è il primo attacco al Ministero della Transizione ecologica. Lo aveva già subito ad aprile, il 4 per l’esattezza, quando era diventato praticamente impossibile navigare online dai computer degli uffici ed accedere alla mail del Ministero. Il sistema informatico fu ripristinato solo il 6 maggio, dopo oltre un mese, eppure non tutti i problemi erano stati risolti.
Nemmeno il tempo di riprendere la piena operatività, ed ecco un nuovo attacco. Il record (negativo) del 2021 sta crollando sotto i colpi di un 2022 dove i cyber criminali continuano a fare il bello e il cattivo tempo.
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