Twitter ha deciso di ampliare la fase di test dei “dislike”, convinta della bontà della nuova opzione. Ecco come funzionerà e come saranno evitati gli abusi
Twitter è sempre più intenzionata ad inserire l’opzione “dislike” all’interno del suo social network, come dimostra l’incremento della fase di testing dedicata alla funzionalità in questione. Inizialmente riservata a beneficio di una cerchia ristretta di utenti, più precisamente quelli connessi da browser, l’implementazione dei “downvote” è stata estesa anche appannaggio di alcuni utenti che utilizzano l’app Twitter sugli smartphone Android e iOS.
L’inserimento dei “dislike” è stato salutato con favore da parte degli iscritti al social network, anche se non sono mancate preoccupazioni circa la possibilità di abusi, soprattutto su argomenti che ben potrebbero avere rilevanza pubblica. Ecco perché sarà fondamentale un bilanciamento tra i like e i dislike, affidato verosimilmente ad algoritmi di Twitter così da evitare di “rovinare”, se così si può dire, un post per colpa dei troppi “downvote” ricevuti, in maniera legittima o per capriccio.
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L’approccio di Twitter sarà tuttavia diverso rispetto a quanto visto ad esempio su Reddit: come spiegato infatti in rete, non verranno mostrati “in chiaro” il numero dei downvote ricevuti, ma soltanto quelli positivi come like, retweet e risposte. Un po’ come accade con YouTube, tanto per intenderci, dove il numero dei non mi piace è stato mascherato rispetto al conteggio dei mi piace.
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Secondo quanto affermato da un portavoce di Twitter all’autorevole The Verge, l’inserimento dei “dislike” migliorerà la qualità dei cinguettii all’interno della piattaforma. Una conferma implicita che la funzionalità, già in fase di test da ormai molti mesi, troverà definitivo sbocco sul social network. Una mossa tutto sommato contraria alla rivale Facebook, che dopo essere stata vicinissima a introdurre i non mi piace, ha preferito abbandonare il progetto proprio per le preoccupazioni di possibili abusi. Preoccupazioni che sembrano invece non scalfire Twitter, convinta della bontà degli algoritmi e dell’arma “segreta” del bilanciamento.
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