Gli operatori, in accordo con il garante della privacy, attiveranno una banca dati comune dedicata ai clienti disonesti, coloro che non saldano le bollette e cambiano operatore.
Cambiare operatore per evitare di saldare i conti non sarà più possibile.
La nuova iniziativa nasce per mettere un freno ad un fenomeno dilagante: clienti spesso nullatenenti che cambiano operatore di tanto in tanto lasciando indietro bollette non saldate.
Il sistema, nome in codice S.I.Mo.I.Tel. ovvero Sistema informativo sulle morosità intenzionali nel settore della telefonia, sarà una sorta di centro rischi con tanto di cattivi pagatori e protestati telefonici ai quali gli operatori potranno negare nuovi contratti telefonici.
Tanti, troppi i furbi che attivano contratti, abbonamenti o acquisti di cellulari a rate e poi lasciano qua e la conti da saldare.
Il sistema riguarderà sia aziende sia persone fisiche e dovrebbe consentire di ridurre la platea di furbi che, lasciando conti e bollette da pagare, pesano poi sulle tasche di tutti gli altri clienti.
Tuttavia, la banca dati avrà delle regole chiare e rigide.
Saranno considerati morosi e quindi passibili di inserimenti nella blacklist,;
– i clienti morosi con debiti superiori a 150 euro;
– fatture e contratti scaduti e non saldati nei primi 6 mesi di contratto;
– disdette anticipate nei primi 3 mesi di attivazione contratto;
Gli operatori avranno l’obbligo di informare il cliente della procedura di iscrizione a questo registro.
I protestati telefonici resteranno in blacklist per 36 mesi per poi essere cancellati in automatico.
L'articolo esplora l'espansione dell'app IO e dell'IT-Wallet, che ora accoglie nuovi documenti e servizi privati,…
L'articolo esplora come gli attacchi alla supply chain su GitHub sfruttano la fiducia degli sviluppatori,…
WhatsApp introduce chat secondarie nei gruppi per organizzare meglio le conversazioni, ridurre il rumore e…
Il Regno Unito si avvicina al suo primo lancio orbitale verticale, nonostante il rinvio del…
OpenAI promette miglioramenti di efficienza con il nuovo GPT-5.6, ma senza dati verificabili o benchmark…
Dal 2 agosto 2026, i contenuti generati o modificati dall'IA dovranno avere un'etichetta chiara, introducendo…