Un terremoto di magnitudo 6.7 ha colpito le Filippine, e gli smartphone Android hanno anticipato le scosse con notifiche inviate dal sistema di rilevamento di Google.
Il sistema di allerta terremoti di Google è arrivato nelle Filippine un mese fa, dopo l’annuncio ufficiale avvenuto ad agosto del 2020 e una fase di test in alcune aree nel Nord America. La diffusione globale è prevista entro l’anno prossimo, tuttavia Google ha deciso di dare la priorità ai Paesi in zone a rischio sismico elevato.
Nelle Filippine, gli utenti Android hanno avuto modo di sperimentare l’efficacia della feature venerdì scorso: un terremoto della magnitudine di 6.7 con epicentro a sud di Manila ha scosso il Paese, da 140 chilometri di profondità: proprio per questo sono escluse, fortunatamente, gravi conseguenze.
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Il terremoto è durato circa un minuto, ma pochi momenti prima della scossa, molti utenti sono stati avvisati del pericolo imminente da Google. Il sistema, dunque, funziona: la notifica ha anticipato il movimento sismico di pochi secondi, ma gli utenti ne hanno segnalato l’utilità nella preparazione anche mentale all’evento. La notifica indica anche una stima dell’intensità della scossa, arricchita con consigli per prepararsi e proteggersi.
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La funzionalità di rilevamento dei terremoti implementata sugli smartphone Android utilizza dei sensori e componenti dello smartphone come giroscopi e accelerometri, necessari alla rilevazione dell’orientamento verticale o orizzontale dello schermo, oppure per la semplice funzionalità del conto dei passi. I dispositivi comunicano l’uno con l’altro, creando una vera e propria rete di rilevatori sismici insieme agli altri smartphone Android, ma anche tramite le fonti ufficiali delle reti ufficiali di rilevazione terremoti già esistenti, da cui possono cogliere gli avvertimenti e le relative informazioni.
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